Dalla Tanzania al Bangladesh: "Perché sono una donna"

Gloria è una sfollata del Burundi, fuggita dal suo Paese mentre era incinta del terzo figlio. Ruksana è un'ostetrica che opera tra i rifugiati Rohingya scappati dal Myanmar. Medici senza frontiere le racconta in due video.

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Sono 32 milioni in tutto il mondo le donne e le ragazze costrette ad abbandonare le loro case, a scappare dal loro Paese per sfuggire alla violenza, alla persecuzione, allo stupro, alla morte. Donne come Gloria, che ha scappata incinta e dato alla luce il suo terzo bambino nel campo profughi di Nduta, in Tanzania, dove ha potuto ricervere le cure ostetriche. Donne come le tante Rohingya costrette a scappare dal Myanmar perché appartengono a una minoranza discriminata e non riconosciuta nel loro Paese. In Bangladesh, nella clinica dove lavora come ostetrica, Ruksana ne assiste tante ogni giorno, vittime di violenze sessuali, bisognose di un supporto psicologico oltre che medico-sanitario. Sono due delle storie al femminile che Medici senza frontiere ha scelto di raccontare nella Giornata dedicata alle donne.  

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