La marcia dei berretti rossi dopo la strage dei braccianti

Pubblicità
{channelLogo}

Ricordare i 16 braccianti agricoli morti tra sabato e lunedì in due diversi incidenti stradali, e protestare contro lo sfruttamento del lavoro nei campi del sud Italia. Questo l’ obiettivo della manifestazione di mercoledì mattina organizzata dall’ Unione sindacale di base (Usb) e ribattezzata «la marcia dei berretti rossi», come i berretti che spesso indossano i braccianti mentre raccolgono i pomodori nelle campagne della Puglia, per proteggersi dal sole. Il corteo è iniziato dall’ ex ghetto di Rignano, nel comune di San Severo, ed è arrivato di fronte alla prefettura di Foggia dove è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare i 16 morti nei due incidenti stradali avvenuti negli ultimi giorni sulle strade foggiane e «per ricordare tutti i caduti sul lavoro». «Osserviamo un minuto di silenzio per tutti braccianti, uomini e donne di qualsiasi settore lavorativo, che sono morti - ha detto Aboubakar Soumahoro, sindacalista italo-ivoriano che guida la manifestazione - e ricordiamo anche quei lavoratori che 62 anni fa morirono nelle miniere del Belgio. Noi lottiamo per difendere questa memoria - ha aggiunto - a Marcinelle morirono operai costretti a scappare dall'Italia, come oggi muoiono senza sicurezza altri lavoratori schiavizzati. Quelli di Marcinelle e quelli di oggi lottavano per la vita e per lavoro, per le loro famiglie, per il loro futuro e scappavano dal loro paese. Partiamo con la memoria nella terra di Di Vittorio, dove gli sfruttatori di ieri sono come gli sfruttatori di oggi». La seconda manifestazione è in programma nel pomeriggio a Foggia, con la partecipazione anche di Cgil, Cisl, Uil e di diverse associazioni, tra cui Arci e Libera

Loading

Pubblicità