La Fontana di Trevi si tinge di rosso in ricordo dei cristiani perseguitati

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Rosso come il sangue versato dai milioni di cristiani perseguitati in ogni parte del mondo. Il marmo candido della Fontana di Trevi venerdì sera è diventato scarlatto per alzare il velo e rompere il silenzio e l’ indifferenza nei confronti dei duecento milioni di cristiani perseguitati in ogni parte del globo, dal Medio Oriente all’ Asia e all’ Africa. L’ iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). Presenti alla serata il presidente internazionale di Acs, il cardinale Mauro Piacenza e il presidente di Acs Italia, Alfredo Mantovano, oltre a vari testimoni tra cui monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo, città emblema della tragedia siriana. Del milione di cristiani che vivevano prima della guerra nel Paese, oggi ne sono rimasti in terzo, appena 500mila: dei 160mila fedeli, ne sono rimasti 40mila. Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei ha detto: «Il Papa ci ricordava che l’ indifferenza fa tanto male e tante vittime quanto le armi. Ebbene, noi spesso siamo impotenti di fronte alle armi, ma contro l’ indifferenza possiamo fare qualcosa: siamo qui per dare una vicinanza seria a quanti stanno soffrendo»   Nel corso della serata alcuni amici e parenti hanno ricordato i martiri di oggi come Shahbaz Bhatti, don Andrea Santoro, le quattro missionarie della Carità trucidate a marzo in Yemen e gli studenti dell'Università di Garissa uccisi lo scorso anno in Kenya. All'iniziativa da Baghad ha aderito anche il patriarca caldeo Louis Sako: «Ci uniremo a voi in preghiera, in comunione e unità con tutto il mondo cristiano», ha scritto Sako.

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