L'alba di un nuovo Oriente, così il Myanmar aspetta il Papa

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Staccatosi dal Regno Unito e resosi indipendente nel 1948, il Myanmar (l'ex Birmania) conta oggi oltre 52 milioni di abitanti. L'85% della sua popolazione è buddista. Nel Paese convivono, non sempre pacificamente, 135 differenti etnie: 12 regioni interne si misurano con confitti mai risolti o inaspriti, come quello che ha al centro i Rohingya, musulmani. Papa Francesco lo visita dal 27 al 30 novembre. Il 4 maggio scorso Jorge Mario Bergoglio aveva incontrato, in visita privata in Vaticano, il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, oggi consigliere di Stato e ministro degli Esteri del Myanmar. A seguire l’ annuncio della decisione presa di «comune accordo di stabilire relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Repubblica dell’ Unione di Myanmar».   In un reportage dalla capitale, Yangon, l'inviata dell'agenzia di stampa Sir fa il punto sulla situazione dell'ex Birmania, raccontandone opportunità e problemi, attese e timori, in primo luogo la lenta transizione democratica.   Queste fotografie, invece, scattate da reporter delle agenzie di stampa Reuters, Ansa e Istock, raccontano la vita quotidiana in Myanmar nonché la preparazione del viaggio del Papa, compresa una veglia interreligiosa per la pace svoltasi nello scorso mese di ottobre.     Nel numero 48, in edicola e in parrocchia questa settimana, Famiglia Cristiana pubblica due servizi di presentazione del viaggio apostolico che papa Francesco compie in Myanmar e in Bangladesh partendo da Roma la sera tardi del 26 novembre e tornando in Vaticano il 2 dicembre. 

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