Rito romano
Fabio Rosini

Trasfigurazione del Signore - 6 agosto 2017

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Celebriamo la festa della Trasfigurazione del Signore Gesù. Il Vangelo ci racconta questo episodio, così importante e decisivo, che Gesù sceglie di vivere insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor. Per coglierne il significato profondo, è importante rimarcare il contesto in cui si svolgono i fatti. Sei giorni prima – annota Matteo introducendo il racconto – c’ era stato un momento di grande incomprensione tra Gesù e i suoi discepoli, come conseguenza del primo annuncio esplicito della Passione.
Pietro, addirittura, si era sentito in dovere di “rimproverare”il Signore, perché quel tipo di annunci rischiava di spaventare la gente e allontanarla da lui.Ma la risposta di Gesù era stata netta e dura: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo,perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Una brutta botta per Pietro e gli altri discepoli, sconfortati e scoraggiati di fronte alle difficoltà della predicazione e dell’ annuncio del Regno.

LA PIENEZZA DELLA GLORIA DIVINA

Ecco allora l’ iniziativa “corroborante”di Gesù,che conduce i discepoli “più stretti” sul monte, per “trasfigurarsi” ai loro occhi, cioè perché, per un momento, potessero percepirlo nella sua pienezza di gloria divina. E trattandosi di narrare un’ esperienza intima d’ incontro con Dio, “al limite dell’ umano”,l’ evangelista usa un’ immagine,quella della «luce sfolgorante» che avvolge Gesù e risplende sul suo volto. È un momento di vera rivelazione, confermato dalle parole che i discepoli odono,la voce del Padre che annuncia: «Questi è il Figlio mio, l’ amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Pietro, Giacomo e Giovanni scenderanno dal monte, ritornando alle fatiche del quotidiano, rafforzati nella loro fede e pronti a riprendere il cammino alla sequela di Gesù.

IN ASCOLTO COSTANTE DELLA PAROLA

E per noi, oggi, che significato riveste la Trasfigurazione del Signore? Il suo messaggio è ancora del tutto attuale. Anzitutto come invito a “trasfigurare”la nostra quotidianità (lavoro,gioie,ansie), cioè a rileggerla e interpretarla alla luce di Gesù e dei suoi insegnamenti, nell’ ascolto costante della Parola. A partire da due espressioni. La prima: «È il mio figlio. Ascoltatelo!». La trasfigurazione inizia da qui: ascoltare Gesù e mettersi sulla sua strada, per divenire come lui. PErché la sua parola guarisce il cuore rafforza l’ animo, fa fiorire la vita e la rende bella.
La seconda espressione è di Pietro: «È bello per noi stare qui!», dove «stare qui» non si riferisce al luogo il Tabor ma a chi quel luogo rende bello e significativo,cioè Gesù stesso. Quella di Pietro,in realtà, è una professione di fede! È un grido che dice tutta la gioia di appartenere a Cristo e di orientare la propria vita alla luce della sua Parola. Trasfigurati da lui, potremo a nostra volta contribuire a trasfigurare la storia umana.



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