Rito romano
Monsignor Nunzio Galantino commenta il Rito romano

XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) - 30 Luglio 2017

Pubblicità

IL REGNO, UNA PERLA NEL CAMPO DELLA VITA

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo».

Matteo 13,44-52
   

Anche questa domenica continua il discorso in parabole di Gesù, che vuole coinvolgerci nella costruzione del Regno di Dio. In quest’ ottica, dopo averci mostrato lo stile paziente e tollerante di Dio, il Signore ci presenta un’ altra essenziale esigenza del Regno: ne possono far parte solo coloro che, per entrarvi, sono disposti a mettere in gioco tutti sé stessi.

Volendo suscitare nei credenti una serena speranza, Paolo ci ricorda (seconda lettura) che a questo Regno tutti siamo stati «predestinati», «chiamati», «giustificati» e «glorificati». Ma la parola “predestinati” non è da intendere nel senso che «tutto è già stato deciso», bensì che la volontà salvifica di Dio precede ogni nostra opera. Il Signore infatti, chiamandoci a una vita piena e compiuta secondo i suoi criteri, non ci dispensa dal fare le nostre scelte; al contrario, egli ci chiede di compierle come frutto di sapiente discernimento e di radicale impegno.

UN IMPEGNO FATTIVO. Ma dobbiamo vigilare sul rischio, sempre in agguato, di identificare la sapienza e l’ equilibrio richieste a ognuno di noi con le “mezze misure”, con una insipida tiepidezza che ci lascia sempre “a mezz’ aria” davanti a Dio.

Nel Vangelo, infatti, sia il contadino che il mercante “comprano” il prezioso tesoro trovato, cioè impegnano per esso i loro beni, le loro risorse, con un impegno fattivo e concreto. La costruzione del Regno, dunque, richiede di coniugare insieme la grazia di Dio e la responsabilità dell’ uomo. Per entrare concretamente in questa logica, il primo passo da compiere è far nostra la preghiera di Salomone (prima lettura), chiedendo per noi un «cuore docile» che sappia ascoltare, un cuore sanamente inquieto, che vive “cercando” il bene e la verità.

IL MONDO CHE DIO SOGNA. Ma cosa è questo tesoro – immagine del Regno – che merita ancora oggi di essere “acquistato” con tutti i propri mezzi? Il Regno dei cieli è il mondo come Dio lo vuole, è l’ uomo come Dio lo sogna. Di questo mondo e di questo uomo il credente è chiamato a innamorarsi; per essi, è chiamato a spendersi con gesti essenziali e decisi, come quelli dei santi.

Probabilmente, la nostra vita diventa banale e piatta proprio quando non riusciamo a individuare un vero “tesoro” da conquistare, ma ci accontentiamo della mediocre “paccottiglia” che sta sul mercato del nostro mondo. Il Regno dei cieli, al contrario, rifugge dalle cose banali e superflue, è l’ opposto di una vita sciatta e senza mete. Perciò, saremo capaci di superare la banalità se ci lasceremo appassionare da questo tesoro. E anche noi, diventeremo capaci di estrarre da esso «cose antiche e cose nuove». Donaci, Signore, un cuore creativo e cercatore, che non si accontenti di ripetere le cose passate, ma abbia il coraggio di tracciare e percorrere strade nuove, per essere sempre più portatore nel mondo della speranza del tuo Regno.



Loading

Pubblicità