L'angolo della speranza
L'angolo della speranza

Così ho scoperto la forza di san Giuseppe dormiente

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Dopo un periodo piuttosto lungo di smarrimento, problemi in famiglia e ogni altra sorta di negatività, arrivata a un punto di non ritorno, mi sono rivolta alla Madre Celeste, promettendole di fare un pellegrinaggio se mi avesse concesso la grazia di ritrovare pace e serenità. Lo scorso anno sono riuscita a tener fede alla promessa e sono partita con il mio parroco e altri pellegrini per Medjugorje. Un’ esperienza che mi ha permesso di tornare a casa con quella pace e quella serenità che avevo chiesto e che, a distanza di un anno, mi tengo ben stretta, coltivandola con l’ assidua preghiera e la partecipazione alla Santa Messa quotidiana. Durante quel viaggio, tra i pellegrini, c’ era una signora che ci ha parlato della sua devozione a san Giuseppe, in modo particolare al san Giuseppe dormiente, lo stesso a cui si rivolge anche il Santo Padre. Ammetto che in tutta la mia vita, fin dal catechismo delle elementari, non ho mai preso in considerazione questa figura – nessuno me ne aveva mai parlato, nemmeno insegnanti o catechisti – che invece, dal racconto di questa donna, è emersa in tutta la sua importanza. Un uomo mite e silenzioso che ha avuto il grande dono di essere padre putativo di Gesù. Lo ha visto crescere, lo ha seguito ed educato, ha condiviso con lui e la sua santissima Madre trent’ anni di vita. Rientrata a casa, guarda caso, mi è stato regalato un libretto con le preghiere e le devozioni al santo per eccellenza. Ho cominciato con il Sacro Manto, con le varie preghiere e devozioni – a oggi anche il Rosario quotidiano a lui dedicato e la Santa Messa del mercoledì sera, giorno di san Giuseppe – per ottenere un’ unica grazia per mio figlio: serenità psichica e fisica e un lavoro. Ho pregato tanto e ancora continuo a pregare e oggi posso dire che, dopo un periodo davvero nero e pesante, nella mia casa e nel mio cuore è tornata la serenità. Mio figlio sta meglio, attualmente ha un lavoro, seppur temporaneo, e io affronto la quotidianità con più serenità e più forza. Non ho più paura. Scrivo perché, nelle preghiere di ringraziamento a san Giuseppe, un versetto recita: «Mi propongo di far conoscere a tutti la tua dignità e potere, con la parola e con la stampa». Essendo giornalista, non potevo esimermi dal compito di dare la mia testimonianza. Unicamente per spingere tutti ad avere fiducia e ad affidarsi pienamente al protettore della Chiesa, al padre putativo di Gesù, al santo per eccellenza che Dio ha voluto tanto potente in cielo come in terra. A lui possiamo affidare le nostre pene, i nostri bisogni. Pregandolo assiduamente con fede e devozione saremo ascoltati. Un brano del Sacro Manto fa riferimento alla sua devota per eccellenza, santa Teresa, che nelle sue memorie ha lasciato scritto: «Qualunque grazia si domanda a san Giuseppe sarà certamente concessa». San Giuseppe, unitamente alla Madonna, intercedono presso il Padre. A loro Gesù non può dire di no!

L.R.



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