Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Venerdì Santo: questo grande ignorato in Italia

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Come mai il Venerdì Santo non è considerato giorno festivo nel nostro Paese? Che cosa starebbe a significare il lunedì in Albis rispetto al giorno d’ inizio della Passione e Morte di nostro Signore, il preludio al mistero più grande della cristianità, ossia la Risurrezione? Ogni Paese europeo di matrice cristiana, gli Stati Uniti, l’ America Latina, il Sudafrica e l’ Australia hanno nel Good Friday un giorno di chiusura di uffici pubblici e privati, non solo delle scuole. Possibile che per il clero italiano questo non sia un problema o i Patti Lateranensi nascondono qualcosa che non sappiamo?

MARA IAPOCE - Modena

Non ci avevo mai pensato, cara Mara, ma hai proprio ragione: sono tanti i Paesi in cui sono presenti i cristiani che considerano il Venerdì Santo festivo anche civilmente. Tra l’ altro, questo permetterebbe a più persone di partecipare alla celebrazione della Passione, prevista di per sé per le ore 15. Oggi, in Italia, il Venerdì Santo è un giorno lavorativo qualsiasi, dal punto di vista civile. Già il Concordato tra la Santa Sede e l’ Italia del 1929 non prevedeva questo giorno come festivo. Neanche la revisione del 1984 e il conseguente decreto del 1985. Esiste anche una proposta di legge per ripristinare gli effetti civili di alcune festività religiose (san Giuseppe, santi Pietro e Paolo, Ascensione, Corpus Domini), ma non è incluso il Venerdì Santo.

In breve: condivido l’ idea di renderlo festivo pure civilmente, anche per ricuperare l’ unità del Triduo pasquale di morte, sepoltura e risurrezione e per rendere a tutti possibile partecipare alle tante tradizionali funzioni legate alla Passione di Cristo. Forse gli italiani preferiscono la Pasquetta? Ricordo che non è una festa religiosa, ma solo civile: dal punto di vista liturgico non è che il prolungamento della domenica di Pasqua, che peraltro dura tutta la settimana.



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