Rito romano
Monsignor Nunzio Galantino commenta il Rito romano

V Domenica di Quaresima (Anno A) - 2 Aprile 2017

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LA TUA PAROLA È SORGENTE DI VITA

Gesù disse [a Marta]: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Giovanni 11,1-45
 

Questa V domenica di Quaresima completa il breve ciclo delle cosiddette “domeniche battesimali”, che presentano per l’ appunto temi legati essenzialmente al Battesimo: l’ acqua, la luce, il richiamo alla vita.

Ma esse sono “battesimali” anche in un altro senso. I Vangeli della samaritana, del cieco nato e, oggi, della risurrezione di Lazzaro sono “battesimali” anche nel senso che ogni battezzato può dire: «Ciò che è successo alla samaritana (con la sua vita scombinata), al cieco nato (con una vita spinta ai margini dai pregiudizi e rimessa in cammino da Gesù), a Lazzaro (dalla morte, è restituito alla vita e all’ affetto delle sorelle), tutto questo può capitare anche a me». Ogni volta che mi decido, come loro, a incontrare seriamente Gesù.

SEGNI DI SPERANZA. Dei tanti contenuti della liturgia della Parola di oggi, vorrei sottolinearne quattro. Anzitutto le parole piene di speranze nella prima lettura: «Ecco io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe». Un invito a essere segno di speranza in questo mondo, segnato pesantemente dal male, ma anche terreno fertile per tanti semi di bene, che attendono di germogliare grazie anche all’ impegno di ciascuno di noi.

Poi, le parole di Marta: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». Il rimprovero della sorella di Lazzaro è tanto simile ai nostri sfoghi verso Dio, quando gli diciamo: «Ma insomma, Signore, perché permetti tanto dolore? Perché non intervieni?». La risposta di Gesù a Marta viene incontro ai nostri dubbi: «Se tu credi, vedrai la gloria di Dio»; quasi a dire: se il profumo e l’ intensità della tua fede in me supererà il cattivo odore e la pesantezza delle situazioni di morte più dure, tu farai esperienza di vita nuova.

FEDE E LACRIME. Un terzo elemento è la strana reazione di Gesù che, pur sapendo di poter ridare la vita a Lazzaro, scoppia in pianto! Questo sfogo delle sue emozioni ci ricorda che la fede non esclude le lacrime, né ci mette al riparo dai passaggi dolorosi genuinamente umani.

Infine, guardiamo agli ordini impartiti da Gesù, perché la risurrezione di Lazzaro abbia efficacia piena. «Togliete la pietra», ovvero: allontanate da voi le resistenze che opponete all’ azione di Dio e a una vita rinnovata. «Lazzaro, vieni fuori», Gesù lo ripete a ognuno di noi! Vieni fuori dalle tue situazioni di morte e dalle acque ferme della tua indecisione. Un invito deciso quindi a uscire dall’ inerzia, dalla passività e dall’ indifferenza. Forse, anche noi, in questo cammino di vita nuova ci porteremo appresso ancora i segni della morte, come Lazzaro; ma camminando ce ne libereremo.

«Scioglietelo, lasciatelo andare », è l’ invito a non creare ulteriori impedimenti alla vita nuova alla quale chiama Gesù, né per noi stessi né nei confronti altrui. Una sintesi meravigliosa del nostro cammino pasquale.



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