Rito romano
Monsignor Nunzio Galantino commenta il Rito romano

V Domenica di Pasqua (Anno A) - 14 Maggio 2017

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LA VIA CHE CONDUCE A VERITÀ E VITA

Disse Gesù [a Tommaso]: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Giovanni 14,1-12
 

Nella pienezza del Tempo pasquale, la liturgia continua a guidarci per tradurre nella nostra vita quotidiana i frutti della Pasqua di Risurrezione. E lo fa ponendo dinanzi a noi la storia di fede di singoli credenti (Maria di Magdala, Tommaso, i due discepoli di Emmaus) e della prima comunità cristiana. Lungo questo cammino, due insegnamenti di fondo emergono con nitidezza.

Anzitutto, l’ esigenza di passare da una fede esteriore e superficiale a un rapporto personale e profondo con Gesù, che ci permetta di sperimentarlo come compagno di strada lungo le tappe della nostra vita.

Poi, la consapevolezza che coloro (il singolo o la comunità) che hanno detto «sì» a Gesù non sono per questo dispensati dalle difficoltà del cammino: il rapporto con il Signore (l’ esperienza religiosa) non è una sorta di “assicurazione contro il rischio”, ma un incontro rigenerante che dà senso e valore alla nostra esistenza.

CONFLITTI E INCOMPRENSIONI. Ne è esempio l’ esperienza della prima comunità cristiana (prima lettura). Non deve stupire il fatto che essa, crescendo e ampliandosi, abbia sperimentato anche dei con•flitti interni e delle incomprensioni, magari dovuti a banali motivi concreti. Tutto ciò è stato, infatti, per i primi cristiani motivo di maturazione nella fede e nell’ amore reciproco. Ma è anche servito loro per comprendere meglio, passo dopo passo, la volontà di Dio su ciascuno e scoprire i doni con cui il Signore ha arricchito la comunità, per il bene comune. Solo così il popolo di Dio vive e cresce non come un generico e anonimo gruppo di persone, ma come un insieme di «pietre vive», congiunte (strette) a Cristo, «per la costruzione di un edificio spirituale» che è la Chiesa.

NON ABBIATE PAURA! Nel percorrere questo itinerario, acquista tutta la sua forza l’ esortazione di Gesù ai discepoli (Vangelo): «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me». Non abbiate paura! Non temete la dif coltà del quotidiano, non abbiate paura se dovete fare i conti con la persecuzione o se vivrete l’ esperienza dello scoraggiamento, per limiti vostri e altrui! La strada è tracciata ed è sicura: «Io sono la via, la verità, la vita» dice Gesù.

Dunque, per superare la paura che paralizza, che fa fuggire e ci spinge a desistere, c’ è una sola “via” da percorrere, che in realtà è una persona: Gesù Cristo. Come fare? Ripercorrendo la sua vita, facendola diventare la nostra vita. Si tratta dunque di compiere i suoi gesti, di amare come lui amava, servire i fratelli dando precedenza agli ultimi, opporsi a ciò cui lui si opponeva, adottare la logica del Regno di Dio. Ma non si tratta di “imitare” il Signore, come se fossimo una specie di sua brutta copia; si tratta invece di lasciarci guidare dallo Spirito, perché la grazia di Dio agisca in noi e attraverso noi, superando i nostri limiti e le nostre resistenze.



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