Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Troppo facile invocare il nome di Dio per fare il male»

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Caro padre, un mio collega, ateo militante, sostiene che il bello di Dio sta nel fatto che ognuno può affermare di agire e parlare in suo nome o addirittura chiamarlo a testimone di solenni giuramenti senza timore di essere smentito. «Dio lo vuole!», proclamavano i Crociati prima di abbandonarsi alle ben note nefandezze. «Allah è il vero Dio, morte agli infedeli», rispondevano quegli altri rendendo pan per focaccia. In epoche più recenti, come non ricordare il «Gott mit uns» dei nazisti o il mussoliniano «Dio stramaledica gli inglesi». I quali, a loro volta, invocano l’ Onnipotente affinché salvi il re o la regina. Pure i loro cugini d’ oltreoceano si rivolgono a Dio perché benedica l’ America. Quella stessa America che i terroristi islamici vorrebbero ridurre in cenere. «Inshallah », ovviamente!

SALVATORE RUSSO

Mi ricordo di aver letto anni fa una frase attribuita ad Abramo Lincoln: «Non dite mai che Dio è dalla nostra parte, ma piuttosto pregate che noi possiamo trovarci dalla parte di Dio». La strumentalizzazione di Dio e della religione è una pratica diffusa in ogni tempo e in ogni luogo. Per questo bisogna sempre diffidare di chi si proclama vero interprete della volontà divina. E rigettare chi in nome di Dio giustifica discriminazioni e violenze, fisiche e verbali.

Nella Dichiarazione firmata ad Abu Dhabi da papa Francesco e dal grande imam di al-Azhar, si chiede con forza che tutti «cessino di strumentalizzare le religioni per incitare all’ odio, alla violenza, all’ estremismo e al fanatismo cieco», e che «smettano di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione». Noi cristiani dovremmo avere sempre davanti agli occhi Gesù, immagine del Padre, che ci ha svelato il vero volto di Dio, quello della misericordia, dell’ amore «fino alla fine», fino a dare il proprio Figlio per tutti noi.



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