Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Trent'anni da prete, e oggi dico "grazie"

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Caro direttore, in questi giorni molti confratelli preti festeggiano i loro anniversari di sacerdozio e io celebro i trent’ anni dalla mia ordinazione. Se dovessi ripercorrere questo cammino, fatto di momenti positivi e di altri più tristi come ogni percorso vitale, la prima parola è “grazie”. Il sacerdozio è un dono immenso. In particolare la celebrazione della Santa Messa è il luogo nel quale si sperimenta il dono di Gesù al Padre. Sono davvero felice di essere prete e sento come fosse il primo giorno che celebro la mia prima Messa.

La seconda parola che cerco di vivere è “dono”. Gesù è venuto ad amarci in modo gratuito e senza interesse. Se vi è un aspetto che faccio fatica ad accettare, è quando noi preti siamo interpellati solo quando c’ è bisogno di un sacramento. Ma si deve amare senza il contraccambio. La terza parola è “carità”. Il sacerdote vive della carità non solo perché condivide risorse economiche con chi ha bisogno, ma perché sa ascoltare i drammi delle persone, così come è in grado di ascoltare Dio che parla alla nostra vita. Senza la lettura, lo studio, la preghiera a partire dalla Parola, niente risulta veramente efficace.

Ricordare il nostro anniversario di ordinazione è ripercorrere le tappe di un cammino che, al di là dei luoghi dove esercitiamo il nostro ministero, rendono gioiosa la nostra vita. Rimettendo al centro Gesù Maestro e Pastore, unico vero Sacerdote.

DON LUIGI TRAPELLI

Grazie per questa riflessione che mi permette di unirmi all’ augurio per tutti i confratelli preti che ricordano in questo periodo l’ anniversario della loro ordinazione. A tutti i nostri lettori chiedo una preghiera speciale per i sacerdoti, perché siano sempre gioiosi testimoni di Cristo, fedeli servitori del Vangelo per il bene di tutti.



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