Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Sono una ragazza down e ho diritto di vivere»

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Caro direttore, nella sede del Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra la coraggiosa Charlotte Fien ha tenuto un discorso mozzafiato. Charlotte è una ragazza Down che presto sarà maestra d’ asilo. Dopo aver visto un video della Bbc che propagandava il test del sangue non invasivo per diagnosticare la sindrome di Down, e quindi abortire il bimbo, si è fatta forza ed è riuscita ad arrivare •fino al Palazzo di Ginevra. In Islanda dal 2012 tutti i feti Down sono abortiti, in Danimarca dal 2014 sono abortiti il 98% e in Gran Bretagna il 90%. Un genocidio moderno. Charlotte ha detto al microfono delle Nazioni Unite: «Io non soffro, non sono malata, nessuno dei miei amici soffre, ho solo un cromosoma in più, siamo esseri umani, non siamo mostri, non abbiate paura di noi. Per favore non ci sterminate». Incredibili e bellissime parole. Questi sono veri diritti umani. Ma il politically correct guarda da un’ altra parte, a caccia di consensi.

GABRIELE SOLIANI - Napoli

Grazie per averci ricordato il bellissimo intervento che Charlotte ha fatto il 20 marzo scorso, in occasione della Giornata mondiale della sindrome di Down. Charlotte parla tre lingue, ha cominciato a camminare a 15 mesi, oggi è del tutto autonoma ed è felice. Le sue parole sono un monito per tutti noi, per la nostra società che esclude il diverso, non vuole neanche dargli la possibilità di vivere. Ecco un altro stralcio del discorso di Charlotte, che ha ricevuto cinque minuti di applausi a scena aperta: «Un test che verifica la Sindrome di Down è usato per uccidere questi bambini... Io ho la Sindrome di Down. Non sto soffrendo. Non sono malata. Nessuno dei miei amici che ha la Sindrome di Down sta soffrendo. Abbiamo tutti vite felici... Abbiamo soltanto un cromosoma extra ma siamo ancora esseri umani. Noi siamo esseri umani. Non siamo mostri, non abbiate paura di noi. Siamo persone con diverse abilità e forze... Per favore non provate a ucciderci tutti. Non permettete questo test. Se lo permettete non siete meglio dei nazisti che hanno ucciso 200 mila persone disabili. Ho il diritto di vivere e così altre persone come me».



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