Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Si parla tanto di Medjugorje... Ma al centro veramente c'è Maria»

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La Madonna, con le sue apparizioni a Medjugorje, ci indica la via per la conversione dei cuori, mediante la riconciliazione, per la pace nel mondo. Un’ immensità di fedeli, da ogni dove, si reca giornalmente in quei luoghi di preghiera e pentimento. In varie forme, i sei ragazzi, ora adulti, continuano a ricevere dalla Madonna messaggi diffusi ovunque.

A Medjugorje i veggenti, dopo 36 anni di apparizioni, differentemente da altri casi analoghi hanno preso la loro strada per una vita normale. Chi formando famiglia, o anche intraprendendo un’ attività gestionale umanitaria legata alla propria missione. Beninteso che le apparizioni sono di natura divina, mentre i beni di questo mondo sono degli umani, queste iniziative personali possono far sorgere plausibili perplessità; ma il tempo è galantuomo. È sicuramente da condividere l’ oculata indagine e la cautela della Chiesa a pronunciarsi su questo importante fenomeno mariano, poiché ancora in atto.

La Madonna, come invita tutti alla conversione per la salvezza dell’ anima con i suoi accorati e incessanti richiami, sicuramente assiste, pur nella libertà individuale, i suoi “messaggeri” nelle decisioni e iniziative private. Ciò non può scalre una solida fede, ma la rinsalda.

GIANFRANCO GOBBO

Caro Gianfranco, penso che tu abbia fatto una buona sintesi. In attesa delle decisioni definitive da parte della Chiesa, ciò che conta è fare proprio l’ invito di Maria alla conversione, alla riconciliazione, alla pace. Tutto ciò non può che rinsaldare la fede nel Signore e aiutarci a vivere più intensamente il Vangelo nella realtà di ogni giorno. Questo è quello che conta per essere cristiani.

La commissione presieduta dal cardinale Ruini ha deciso di distinguere tra le prime sette presunte apparizioni e quelle successive. La maggioranza dei membri della commissione (13 su 15) ha votato a favore della soprannaturalità delle prime sette.

Da parte sua, papa Francesco, che ha a cuore soprattutto il bene dei fedeli, ha deciso di mandare a Medjugorje un proprio inviato speciale, l’ arcivescovo polacco Henryk Hoser, per «acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale» e, «soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio». Lo scopo è quello di «suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro».



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