Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Papa Francesco, aiuta questa Chiesa piena di capelli bianchi»

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Caro papa Francesco, è da un po’ che vorrei scriverle per dirle che l’ ammiro molto perché, nonostante la sua età, fa tutto con l’ entusiasmo dei giovani. Io prego per lei due volte al giorno e spero che il Signore da lei tanto amato e imitato le dia sapienza, forza e salute. Quello che mi aspetto da lei è che riesca a coinvolgere di più i giovani perché le nostre chiese sono piene di capelli bianchi (anche se colorati). I sacerdoti, che pur fanno il possibile, non riescono a portare queste pecorelle all’ ovile perché fuori c’ è divertimento, piacere, moda, falsa bellezza, ricerca del potere. Tutto il contrario delle strade che vuole indicarci Gesù. Spero che il Sinodo dei giovani porti una ventata nuova, per il bene della società e di tutti noi. Molta colpa è da attribuire a noi genitori che abbiamo fatto in modo che i nostri figli avessero pulizia, cibo, vestiti, amore ma abbiamo trascurato la vita spirituale. Nessuno è perfetto, la società e la televisione ci hanno condizionato e abbiamo dimenticato che questa è una vita di passaggio verso l’ altra che è eterna. Non mi stancherò di pregare per lei.

NONNA ANNA

Abbiamo inviato la lettera anche al Santo Padre, ma il tuo affetto e le tue assidue preghiere per papa Francesco sono una bella testimonianza per tutti, cara Anna. Così come ci accomuna la preoccupazione per le nuove generazioni. Dobbiamo riconoscere la nostra responsabilità di adulti, che abbiamo trascurato, come scrivi tu, la vita spirituale, non abbiamo comunicato ai giovani la gioia del Vangelo, della preghiera, dell’ unione con Dio. Ma non è mai troppo tardi per testimoniare tutto questo con la nostra vita, non tanto con le parole.

Speriamo che il Sinodo porti una ventata nuova nella Chiesa. Come ha detto il Papa in apertura, il compito di questa assemblea dei vescovi è «far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’ alba di speranza, imparare l’ uno dall’ altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani – a tutti i giovani, nessuno escluso – la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo».



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