Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Padre nostro... se ci rimettessi i nostri debiti, poveri noi!»

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Caro don Rizzolo, se il Padreterno rimettesse all’ umanità i debiti come l’ umanità li rimette ai propri debitori, l’ umanità se la vedrebbe molto brutta (e se lo meriterebbe). Sbaglierò, ma nel mio piccolo il mio Padre Nostro lo recito così: «Ricorda a noi i nostri debiti, affinché noi li rimettiamo ai nostri debitori».

FLORINDO

Caro Florindo, nella preghiera personale possiamo rivolgerci al Signore con parole nostre. E quindi ci sta anche la tua variante al Padre nostro. Che esprime uno dei significati della preghiera: ricordarci che siamo stati perdonati da Dio mediante la redenzione e per questo possiamo perdonare gli altri. Il nostro compito, ora, è amare come noi siamo stati amati. In modo da non avere nessun debito con gli altri, se non quello, come scrive san Paolo, «dell’ amore vicendevole» (Romani 13,8).

Vale la pena cogliere anche il senso del Padre nostro così come ce lo ha trasmesso Gesù: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori». Sono parole forti: saremo giudicati e perdonati in base al nostro amore verso gli altri. Gesù lo ribadisce come commento finale alla preghiera: «Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe» (Matteo 6,14-15). È un richiamo alla nostra responsabilità e all’ impegno concreto di amare e perdonare tutti.



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