Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 22 gennaio - III dopo l’ Epifania

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Lettura del Vangelo secondo Luca (9,10b-17)

In quel tempo. Il Signore Gesù prese i suoi discepoli con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’ erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
  

Dalla Parola alla vita

Con il Vangelo della moltiplicazione dei pani continua la manifestazione di Gesù (Epifania); è in questa prospettiva che il brano va letto. L’ episodio ha una importanza fondamentale nei Vangeli: è l’ unico miracolo di Gesù che è ricordato da tutti i quattro evangelisti. 

1. «Gesù prese a parlare loro del regno di Dio». Quando Gesù parla annuncia la venuta del regno di Dio perché il regno è Gesù stesso. Egli annuncia agli uomini non ciò che Dio è in se stesso, ma svela ciò che ha intenzione di fare a loro favore; per questo il regno di Dio non indica la supremazia di Dio, ma la salvezza dell’ uomo. Spesso pensiamo che Dio ci chieda qualcosa; in realtà il cristianesimo rovescia questa visione e offre – sorpresa! – la grazia di sapere che cosa Dio ha intenzione di donare, in modo totalmente gratuito, agli uomini. Questo è il regno di Dio: fare in modo che gli uomini – tutti gli uomini – siano salvi. Gesù svela che il Padre intende rendere possibile, per grazia, ciò che gli uomini desiderano raggiungere con le proprie forze. Con la moltiplicazione dei pani Gesù fa capire che il regno di Dio è giunto in mezzo agli uomini.

2. «Voi stessi date loro da mangiare». Il regno di Dio è l’ opera di Dio annunciata e attuata da Gesù, ma, dopo la sua assunzione in cielo, il compito di annunciare il regno diventa il compito della Chiesa, che è la prosecuzione storica della presenza di Gesù nel mondo. «Date loro da mangiare», cioè: fate in modo che gli uomini si avvicinino al Regno. È questo il compito dei cristiani e della Chiesa intera. Il Regno di Dio non è la Chiesa: essa ne è solo il segno. Infatti quando il Regno si compirà, cioè quando Dio sarà tutto in tutti, la Chiesa non ci sarà più. Ma, fin tanto che il Signore non ritornerà, l’ affrettare la nascita del regno di Dio è compito della Chiesa; per questo lo Spirito rende infaticabile e santa la Chiesa, che, come le vergini sagge, aspetta lo Sposo che tarda. La Chiesa non deve andare a “comprare” nulla dal mondo (forza, potere, appoggi, sicurezza) perché l’ invito di Gesù spinge all’ imprudenza di dare tutto senza nulla attendere in cambio. I nostri ragionamenti sono diversi, ma il Signore ci ripete: non andate a comprare, distribuite piuttosto quello che avete. Il poco diventerà molto e sarà una vera epifania del Regno; e la Chiesa eviterà di diventare mondana.

3. «Furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste». I gesti compiuti da Gesù sono ricordati da Luca e dagli altri evangelisti come gesti eucaristici: alzare gli occhi, benedire, spezzare il pane; il pane e i pesci avanzati hanno colmato dodici ceste. Questo numero simbolico dice una cosa importante: la grazia riempie l’ umano fino all’ eccesso. Nel Vangelo (pensiamo alle parabole) la misericordia del Padre è sempre “fuori misura”: l’ annuncio cristiano supera di gran lunga le attese e le speranze umane. I pezzi avanzati sono le nostre opere incompiute e persino i nostri peccati: entra tutto nel piano del Padre che sa trasformare il male nel bene e farà sì che nulla vada perduto.

Commento di don Luigi Galli



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