Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 5 marzo - All’ inizio di Quaresima

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Lettura del Vangelo secondo Matteo (4,1-11)
In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l’ uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
   

Dalla Parola alla vita

Inizia la Quaresima. Il rito ambrosiano ci fa percorrere un intenso cammino di conversione alla grazia del Battesimo. Dal giorno del Battesimo la grazia, cioè lo Spirito Santo, abita stabilmente nel cuore del credente e, giorno e notte, compie una trasformazione spirituale che conduce fino al passaggio (Pasqua) del paradiso. Leggeremo i Vangeli di Quaresima per rinnovare la nostra consacrazione battesimale, partendo, con il Vangelo di oggi, dalla “Quaresima” di Gesù.

1. «Alla fine Gesù ebbe fame». All’ inizio della sua missione, la libertà umana di Gesù viene sottoposta alla tentazione. Gesù fa questo per amore nostro: da una parte, infatti, ci mostra in modo evidente la realtà della sua condivisione con la nostra debolezza e, dall’ altra, in qualche modo ci precede nella tentazione per renderci sicuri di poter, a nostra volta, attraversare le nostre tentazioni in sua compagnia. La consacrazione battesimale rende il cristiano santo per sempre; tuttavia non lo rende impeccabile. È questa la ragione per cui la fede è un cammino complesso: perché è il cammino della nostra libertà, piccola e fragile, che, per la presenza infallibile dello Spirito, si trasforma quotidianamente nel sì detto a Gesù affinché diventiamo come lui.

2. «Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Le tre tentazioni che Gesù deve affrontare si riferiscono a un’ immagine distorta di Dio; per questo il primo compito del battezzato è quello di scoprire il vero volto di Dio; la nostra conversione quaresimale inizia con la domanda: chi è il mio Dio? Il volto del Padre che Gesù ha “visto” nel deserto lo accompagnerà per tutta la vita fino al Getsemani e alla croce. Anche il battezzato deve superare le tentazioni che tradiscono od offuscano il volto di Dio: «O Dio, io cerco il tuo volto». La Parola, abbondante in Quaresima e accolta con fede, ci permette di resistere alla costante tentazione dell’ idolatria. Le tre tentazioni affrontate da Gesù nel deserto di Giuda simbolicamente rappresentano le lotte e le scelte che ogni cristiano deve sostenere per “vedere il volto” del Dio vero. Esse hanno una radice comune che è dell’ idolatria: la penitenza quaresimale non è fine a se stessa ma serve per purificare lo sguardo per “vedere” Dio.

3. «Gli angeli gli si avvicinarono e lo servivano». Possiamo contare, durante l’ intero cammino quaresimale, su questa presenza angelica, segno della presenza costante di Dio e della grazia. Per questo la nostra Quaresima è un cammino gioioso… in compagnia degli angeli. Sappiamo che Gesù ci chiede di profumarci il capo; questa immagine ci dice che la penitenza quaresimale non è una faticosa corsa solitaria, ma è la tensione della mente e del cuore verso il pieno compimento della santità battesimale. Ogni rinuncia ci apparirà leggera perché ci farà scoprire il dono gratuito dello Spirito Santo. Gesù ci prende per mano e ci conduce alla sua Pasqua dicendo: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore... Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Commento di don Luigi Galli



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