Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Martedì 15 agosto - Assunzione della Beata Vergine Maria

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Lettura del Vangelo secondo Luca (1,39-55)

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’ adempimento delle parole del Signore”.

Allora Maria disse: “L’ anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’ umiltà della sua serva. D’ ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’ Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
   

Dalla Parola alla vita

La solennità dell’ Assunzione della Beata Vergine Maria è una splendida occasione per rinnovare la nostra speranza: toccata e trasformata dalla grazia, Maria non appartiene al mondo del dolore e della morte, ma è tutta in Dio e di Dio. Allo stesso modo, anche a noi è offerta la stessa trasformazione e appartenenza. È quanto è meravigliosamente espresso nel Magnificat, il grandioso canto alla misericordia e alla generosità di Dio che Maria esprime a nome di tutta l’ umanità.

Nessuno è escluso da questo canto. Esso esalta l’ umile serva del Signore, che ha attirato verso di sé l’ attenzione del Creatore per essere riempita di lui, una cosa sola con l’ inventore della vita; esso consola gli umili, gli affamati, Israele turbato dalla lunga assenza di segni visibili dell’ amore di Dio; esso promette ai ricchi e ai potenti un’ azione di Dio che li liberi dalle loro false sicurezze e li rimetta in gioco nel cammino del Regno; esso mostra che il Padre è all’ opera per contraddire i piani dei superbi, degli uomini che fanno a meno di Dio perché si sentono dèi essi stessi.

Dio viene, Dio interviene e niente, tra gli uomini, resta come prima. Gesù Maestro riprenderà questi temi nella sua predicazione: basta pensare alle beatitudini. I valori cui si ispira l’ umanità ferma nei suoi rapporti di forza stanno per essere rovesciati. E sarà un bene per tutti, perché venga per tutti la vita che non muore.

Commento di Luca Crippa



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