Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Maggio, il mese della Madonna, per riscoprire la fede

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Egr. direttore, la religiosità popolare manifesta con gesti visibili i sentimenti della gente. Nessuna meraviglia, quindi, se il popolo usa toccare le immagini sacre, baciarle, offrire ori ed ex voto, accendere candele, fare pellegrinaggi e processioni, andare in ginocchio, portare medaglie, riunirsi in gruppi di preghiera ecc. Il popolo cristiano manifesta una religione concreta, incarnata nei problemi della vita quotidiana. La gente chiede in questo mese di maggio a Maria Santissima protezione di fronte alle minacce che deve affrontare riguardo alla salute, alla sicurezza, alla soluzione di problemi affettivi, alla liberazione dai vizi. I fedeli di tutto il mondo si recano ai santuari dedicati alla Madonna per onorarla. Sono tanti e chiedono alla Vergine Maria grazie sia spirituali che materiali. Infatti, molti devoti hanno un forte senso del sacro, naturale e cosmico, legato alla trascendenza di Dio e della sua potenza.

CAV. ANTONIO GUARNIERI

In questo mese di maggio, come scrisse Paolo VI in un’ enciclica del 1965 intitolata appunto Mense maio, «nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’ omaggio della loro preghiera e della loro venerazione». Ed è anche il mese, continuava il santo Papa, «nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia». Egli sottolineava anche il senso profondo di questa devozione mariana: «Maria è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso. E che altro significa il continuo ricorso a Maria, se non un cercare fra le sue braccia, in lei e per lei e con lei, Cristo Salvatore nostro, al quale gli uomini, negli smarrimenti e nei pericoli di quaggiù, hanno il dovere e sentono senza tregua il bisogno di rivolgersi, come a porto di salvezza e come a fonte trascendente di vita?».

La devozione popolare, che si manifesta con gesti visibili, è un segno della fede dei piccoli, della necessità che abbiamo noi esseri umani di esprimere all’ esterno quello che abbiamo dentro. È però una devozione che va aiutata a purificarsi da possibili aspetti superstiziosi o dall’ idea che il rapporto con Dio sia basato sul do ut des, su uno scambio di favori. Maria Santissima ci aiuti a guardare per mezzo di lei a Cristo stesso, ci spinga a una sempre più profonda conoscenza di lui e a imitare nella nostra vita quotidiana il suo amore concreto verso tutti. In fondo, Maria continua a ripeterci quello che disse a Cana: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2,5).



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