Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Non è matrimonio, ma unione civile: accetto l'invito di mio nipote?

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Rev. don Antonio, abbiamo un nipote che presto userà la legge sulle unioni civili propinataci dal governo “progressista”. È sua intenzione invitarci alla cerimonia e, considerato che sono decisamente contrario a questa legge, sono indeciso se raccogliere l’ invito o rifiutarlo. Anche se una parte di me vuole partecipare, perché dopotutto è nostro nipote e fa parte della famiglia. Lei che ne dice? Quale è il suo parere?

ANGELO

La cosiddetta legge Cirinnà disciplina le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze. Suppongo che tuo nipote voglia usare la legge per una unione vera e propria e non per una convivenza. Il problema fondamentale di questa legge è l’ equiparazione, di fatto, delle unioni civili con il matrimonio, in contrasto con l’ articolo 29 della Costituzione. È una sorta di matrimonio parallelo. Peraltro, chi ci governa ha fatto finora ben poco per aiutare e tutelare le famiglie, specialmente quelle con figli. In ogni caso, caro Angelo, credo che tu possa tranquillamente partecipare alla cerimonia, benché non ne condivida il senso. Come scrivi tu stesso, si tratta sempre di una persona di famiglia. Partecipando farai sentire il tuo affetto e potrai con molta più libertà, prima o in un secondo momento, esprimere il tuo dispiacere o il tuo dissenso.



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