Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Lunedì 1° gennaio - Circoncisione del Signore

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Lettura del Vangelo secondo Luca (2,18-21)

In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’ era stato detto loro.

Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’ angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

Dalla Parola alla vita

«Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace». È l’ intensa benedizione con cui il libro dei Numeri inaugura il nuovo anno. Facciamo attenzione a non confonderla con un generico augurio: chi ci fa gli auguri segue, ovviamente senza pensarci, un’ antica e non cattiva tradizione pagana: spera per noi che la fortuna ci sia propizia, essendo essa, per definizione, capricciosa e imprevedibile. La benedizione insegnata dal Signore a Mosè e Aronne non è un augurio: qui non centra la fortuna, ma si sta parlando dell’ amore di Dio per i suoi figli. Noi sappiamo che il Signore ci custodisce, sappiamo che il Signore fa splendere su di noi il suo volto, sappiamo che il Signore vuole per noi la pace.

E Maria, nel Vangelo, custodisce nel suo cuore le prove dell’ amore del Signore per il mondo e le medita con profonda attenzione. Gesù, poi, entra con fiducia nel popolo di Dio seguendo le prescrizioni della Legge. Da adulto egli andrà oltre la Legge, e lo farà in obbedienza al Padre. Ma per ora la volontà del Padre è questa: che il Figlio sia mite e parte integrante della tradizione dell’ attesa, la tradizione di Abramo e Mosè, fino a Gesù. Riconosciamo in questo gesto della circoncisione la volontà di portare a compimento, non di negare, la fiducia che generazioni di ebrei hanno così dimostrato.

Commento di Luca Crippa



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