Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Le ferite interiori che non si rimarginano

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Egregio don Antonio, non sono più giovanissima, ho ben 67 anni e alle spalle una vita di dolori, di percosse il cui ricordo rimane ancora oggi. Le piaghe interiori non si rimarginano. Sono cattolica e praticante. Ringrazio il buon Dio di avermi dato il dono della fede. È una cosa bellissima, è stata la mia arma, mi ha salvata anche nei momenti di fragilità e di angoscia. Don Antonio, vorrei capire una cosa: si è sempre sentito dire che chi fa il male viene ripagato, ma io ho dei forti dubbi. Nel mio piccolo ho visto e ancora incontro persone veramente tanto cattive, con i cuori di pietra, egoiste e cui tutto va bene, vivono nell’ oro. Non tutti sono capaci di accettare le prove della vita, quelle dolorose che colpiscono il cuore e l’ anima. La migliore medicina è l’ Amore di Dio. Gesù ha detto che tutto quello che chiederemo nel suo nome ci sarà dato. Forse io non sono stata capace di chiedere le grazie che sarebbero servite non solo a me, ma anche alla mia famiglia.

ANNA - Rimini

Cara Anna, grazie per la tua testimonianza di fede pur nella sofferenza. Ti sono vicino nella preghiera. È vero che rimangono sempre almeno le cicatrici delle nostre piaghe interiori. Ma non dobbiamo lasciarci incatenare dal passato: dobbiamo guardare avanti e compiere il bene oggi. A proposito della tua domanda, già il salmista affermava: «Quanto è buono Dio con gli uomini retti, Dio con i puri di cuore! Ma io per poco non inciampavo, quasi vacillavano i miei passi, perché ho invidiato i prepotenti, vedendo il successo dei malvagi». E così continuava: «Ecco, così sono i malvagi: sempre al sicuro, ammassano ricchezze. Invano dunque ho conservato puro il mio cuore, e ho lavato nell’ innocenza le mie mani! Perché sono colpito tutto il giorno e fin dal mattino sono castigato?» (Salmo 73). La risposta a questi interrogativi è nella finale del salmo: «Ma io sono sempre con te: tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai secondo i tuoi disegni e poi mi accoglierai nella gloria... nel Signore Dio ho posto il mio rifugio». Bisogna chiedersi: che cosa conta davvero nella vita? Le ricchezze, il successo, il piacere? Tutto questo passa e rimane solo un cuore arido e vuoto. Solo l’ amore rimane per sempre, quell’ amore che ci unisce a Dio e ci fa guardare con cuore misericordioso e compassionevole i fratelli. Questo è quello che Gesù ci dona se chiederemo nel suo nome. Facciamo nostre le parole di santa Teresa d’ Avila: «Niente ti turbi, niente ti spaventi, a chi ha Dio, nulla manca, Dio solo basta».



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