Le regole del gioco
Elisa Chiari

La società (in)civile e la "casta" che si merita

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La signora bionda, cliente del club, nello spogliatoio della palestra, apostrofa – in tono neutro, ma con il tu e l’ imperativo - la ragazza che si occupa delle pulizie: “Tu devi mettere un rotolo di carta in più, perché ci sia la scorta quando finisce”. “Non posso, signora: quello in più lo rubano”.

Un decreto da qualche giorno fa la guerra ai “portoghesi” sui mezzi pubblici italiani: le statistiche di Asstra dicono che a scroccare la corsa è in media il 20% degli utenti.

Una settimana fa 13 persone sono state arrestate, 48 sono indagate. Sono accusate di aver scambiato le cucine del Policlinico San Matteo di Pavia, presso cui lavorano, per l’ albero della cuccagna: invece di andare a fare la spesa al mercato, avrebbero preso l’ abitudine di servirsi lì (oltre 200 i furti contestati), a spese della collettività.

Piccolo spaccato quotidiano della società civile che – fiera della propria superiorità morale - tuona contro l’ arroganza della casta ladrona e incline al "Lei non sa chi sono io". Non si sa credendola calata lì, direttamente sulle poltrone, dall’ iperuranio o se ansiosa di accomodarsi al suo posto, per cogliere occasioni migliori.



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