Votantonio
Francesco Anfossi

la politica del rancore

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L'ultimo rapporto Censis ci informa che la politica italiana produce rancore, quell'astio profondo che rimane sotterraneo e che rischia di esplodere, prima o poi. L'84 per cento degli italiani non ha fiducia nei partiti, il 78 per cento nel Governo, il 76 nel Parlamento, il 70 per cento nelle istituzioni locali, nelle Regioni e nei Comuni. “L'onda di sfiducia che ha investito la politica e le istituzioni non perdona nessuno”. Il 60 per cento è insoddisfatto di come funziona la democrazia nel nostro Paese, il 64 per cento è convinto che la voce del cittadino non conti nulla, il 75 per cento giudica negativamente la fornitura dei servizi pubblici. 

“Non sorprende che i gruppi sociali più destrutturati dalla crisi, dalla rivoluzione tecnologica e dai processi della globalizzazione siano anche i più sensibili alle sirene del populismo e del sovranismo”, osserva il Censis. “L'astioso impoverimento del linguaggio rivela non solo il rigetto del ceto dirigente, ma anche la richiesta di attenzione da parte di soggetti che si sentono esclusi dalla dialettica socio-politica”. Dunque il quadro politico è questo: una parte della poltiica percepita come tradimento e un'altra che cavalca il rancore prodotto da questo tradimento, in una sorta di circolo vizioso che chissà dove ci potrà portare. E a marzo si vota.

 



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