Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Millennials: cresima e poi "ciao ciao Chiesa” fino al matrimonio

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(Papa Francesco impartisce la Cresima a un ragazzo in un aprrocchia della periferia di Roma - foto Eidon)

 

 

Ho letto l’ articolo sul numero del 9 luglio. Il difficile rapporto tra giovani e fede è un grave problema. Alcuni neocresimati dicono: «Finalmente è finita, ci vediamo al matrimonio». Che fede è mai questa? La vera fede è pane per i giovani di oggi, superficiali e fragili? Alcuni partecipano alla Messa domenicale con i genitori come una prassi protrattasi nel tempo. La domenica: Messa e pranzo con i genitori, grandi silenzi, telefonino, nessun dialogo.

Catechisti e parroci, quando avete preparato i cresimandi avete letto il Vangelo, avete parlato di fede? La fede si conquista con lo studio, con i dubbi chiariti, parlando con Cristo a tu per tu. La fede tramandata e accettata nell’ infanzia poi va coltivata. Senza fede si è fragili. Fede è fiducia e va stabilito un rapporto con Dio con la guida continua di un pastore. Gli incontri con il Papa mi sembrano solo incontri di fan con il loro divo.

ELENA

Un buon numero di giovani, dopo la Cresima, non va nemmeno più a Messa. E il dialogo sembra assente, perché tutti si isolano con il telefonino in mano e la cuffietta nelle orecchie.

Tu fai bene, cara Elena, a sottolineare l’ importanza di una fede autentica, da coltivare giorno per giorno e non tirare fuori solo negli incontri col Papa. Eppure proprio in questi incontri si vede come il Papa riesca a rompere il muro della chiusura.

Penso che dovremmo essere noi adulti a chiederci perché non riusciamo a parlare con i millennials, perché non siamo riusciti a trasmettere loro quella fede autentica che vorremmo che loro facessero propria.

Sono convinto che la crisi è prima di tutto nostra, di noi adulti, della nostra fede superficiale, a volte troppo formale, che sembra non avere a che fare con le scelte della vita quotidiana, con l’ amore verso tutti che il Vangelo ci insegna.



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