Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

L'importanza della catechesi per gli adulti

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In famiglia, nel lavoro, nella vita sociale e politica, l’ evangelizzazione deve partire dagli adulti, primi testimoni della fede. Ma nella Chiesa, nelle comunità parrocchiali, quale ruolo vi svolgono? Mentre a livello sociale sono di fatto il fulcro e danno tono alla vita socio-politica, sul piano ecclesiale sono scarsamente presenti.

Infatti, lo stile della pastorale in Italia scaturisce dai ragazzi. Nelle parrocchie, si parte quasi sempre in ritardo con la catechesi degli adulti. Anzi, in non poche comunità parrocchiali non c’ è. Eppure, Giovanni Paolo II diceva che la catechesi degli adulti è «la principale forma di catechesi, in quanto si rivolge a persone che hanno le più grandi responsabilità e la capacità di vivere il messaggio cristiano nella sua forma pienamente sviluppata». È necessario, quindi, puntare sugli adulti, senza dimenticare i fanciulli, gli adolescenti, i giovani, gli anziani.

RENATO PERLINI - Verona

Hai ragione, caro Renato. Nonostante tanti tentativi, non ultimo il Catechismo degli adulti del 1995, la catechesi è fondamentalmente rivolta ai bambini e ai ragazzi. Ed è strettamente legata ai sacramenti, fino ad arrivare all’ assurdo che la Cresima diventa talvolta il “sacramento dell’ abbandono”.

In realtà, nelle parrocchie e nei movimenti ci sono molte iniziative rivolte agli adulti. Tuttavia è vero che nell’ immaginario di molti la fede, così come la partecipazione alla liturgia, è qualcosa che riguarda soprattutto i ragazzi o gli anziani. Per qualcuno è soltanto una sorta di abitudine. La catechesi dovrebbe essere un aiuto a vivere in maniera integrale la nostra fede, non relegandola a un’ ora settimanale in cui andare a Messa.

Noi adulti dovremmo vivere sempre da cristiani, anche a casa e sul posto di lavoro, in vacanza e con gli amici. Lo stesso termine catechesi deriva dal greco e significa “istruire a viva voce”. In fondo, il miglior modo per imparare a essere veri discepoli di Cristo è quello di vedere “dal vivo” qualcuno che ci crede e si comporta di conseguenza. Anche per i nostri ragazzi la testimonianza di noi adulti rimane la catechesi migliore.



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