Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Io nel tempo che passa non vedo festa, ma la tomba»

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Caro padre, tra le tante umane follie non manca di stupirmi quella di festeggiare il tempo che passa. Capisco che lo si faccia quando si è molto giovani e si vive nell’ illusione che il futuro possa riservare chi sa quali gioie e soddisfazioni. Ma quando gli anni si accumulano bisognerebbe capire che il trascorrere del tempo ti ruba forza, salute, facoltà fisiche e mentali oltre che affetti e persone care, scagliandoti inesorabilmente nel baratro della vecchiaia e infine nella tomba. Penso che nessuno accoglierebbe a braccia aperte il ladro che viene a svaligiargli la casa o l’ assassino che viene ad ammazzarlo. Se solo ci riflettessero un attimo i tanti che già smaniano in attesa delle “feste di fine anno’ ’ e che non vedono l’ ora di buttar fuori quello vecchio per accogliere trionfalmente il nuovo...

SALVATORE RUSSO

Caro Salvatore, il tempo che passa può essere paragonato a un ladro che ci ruba forza, salute, affetti. Il paragone del ladro si trova anche nel Vangelo ed è ripreso da san Paolo, ma non è riferito al tempo, ma al Signore stesso. Il suo giorno, spiega l’ apostolo, «verrà come un ladro di notte» (1Ts 5,1). L’ invito è a vivere bene, come figli della luce, a vegliare sulla nostra vita perché sia conforme all’ amore di Dio. E allora per noi il Signore non sarà come un ladro che ci deruba in modo inaspettato, e la vita non si concluderà nella tomba, ma nell’ incontro gioioso con il nostro Salvatore. Che senso ha, allora, festeggiare compleanni o l’ inizio di un nuovo anno? Ringraziare per il dono della vita e per le nuove possibilità che abbiamo di amare, fare del bene, donare un sorriso. I limiti e i malanni dell’ età non ci impediscono di fare tutto questo. E di essere felici.



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