Le regole del gioco
Elisa Chiari

Il calcio dice sì alla moviola in campo, era ora

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Alla fine i custodi delle regole, in ritardo su tutto il resto dello sport, hanno detto sì. Anche il calcio avrà la "moviola in campo" o la "video assistenza" come accidenti si chiama. I custodi delle regole fin qui arroccati, oltre ogni ragionevole buon senso, sulla pretesa che l'arbitro con due occhi e due gambe dovesse vedere da solo quello che il resto del mondo vedeva con il soccorso di miriadi di telecamere sempre più invadenti, si sono arresi alla logica.

Il calcio darà al direttore di gara la possibilità di farsi soccorrere dalla tecnologia in quattro situazioni dubbie: gol incerto, cartellini rossi, rigori e scambio d'identità. Niente fuori gioco (a meno che non porti al gol) e sarà lui a chiedere il soccorso, non le squadre come accade in altri sport.

Forse è questo il primo segno che qualcosa è cambiato in Fifa, dove ora regna lo svizzero d'origine italiana Gianni Infantino, subito favorevole alla moviola, mentre il predecessore si era sempre opposto, in nome della tradizione, come pure Platini. Già perché il calcio non si sa bene perché ha preteso di invocare la tradizione laddove sport più tradizionali di lui - si veda il tennis - si erano evoluti da decenni.

Sorge il dubbio che, più che la tradizione, abbiano potuto la voglia di autoconservazione del potere, la pretesa di restare sempre uguali a sé stessi per non perdere privilegi, fosse solo quello di dettare le regole e di fare di ogni azione dubbia una ragion di Stato. Se sia cambiato davvero qualcosa lo vedremo da qui a due anni, quando la sperimentazione sarà finita e la moviola in campo realtà.

Nel mentre lasciateci dire che a noi sembra un atto di civiltà diminuire almeno un poco la solitudine dell'arbitro solo davanti al rischio di sbagliare, esposto all'insulto e alla protervia di chi pretende di dargli lezioni seduto a casa davanti alla Tv. 

Dopodiché, resteranno le discussioni sul fuorigioco, l'arbitro sbaglierà ancora, perché nessuno è infallibile a questo mondo, ma almeno l'avremo liberato dalla retrograda ottusità che gli negava un aiuto intelligente al servizio di un gioco più regolare. 

A proposito, non saranno mica quelle magiche paroline "gioco più regolare" ad aver fatto da remora fin qui?

Ps. L'altra novità in Italia riguarda il diritto ora riconosciuto agli arbitri, che prima parlavano solo con i cartellini, di spiegare le decisioni in Tv. Solo la storia dirà se avremo conquistato per loro il diritto dovere di motivare le proprie sentenze o se sarà invece un'esposizione alla gogna. Vedremo.



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