Rito romano
Fabio Rosini

III Domenica di Quaresima (Anno B) - 4 Marzo 2018

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PER AVERE UN CUORE LIBERO DAI “COMMERCI”

Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori [...]; e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».

Giovanni 2,13-25
  

«Egli infatti conosceva quello che c’ è nell’ uomo»: quest’ ultimo verso è una chiave preziosa per capire la cacciata dei mercanti dal tempio. In questo testo troviamo la considerazione: «Ma egli parlava del tempio del suo corpo», affermazione frutto di una comprensione tardiva, come vien detto proseguendo: «Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù».

Le cose grosse della nostra vita chiedono di essere metabolizzate, di “venir su” dopo un po’ di tempo: la saggezza non è questione di erudizione ma di sintesi. Quindi questa notazione appartiene a una sapienza che ha richiesto assimilazione. E cosa hanno acquisito con il tempo i discepoli? Che fra il Tempio di Gerusalemme e il corpo di Gesù c’ è un nesso. E questo nesso si lega anche alla Chiesa perché fra Gesù e i suoi c’ è unione, lo stesso Vangelo di Giovanni dice: «Voi in me e io in voi» (Gv 14,20). L’ espulsione dei venditori non è uno scatto di perfezionismo rispetto al ritualismo religioso, ma la manifestazione dell’ opera che Gesù sta compiendo, la salvezza dell’ uomo, che richiede purificazione di ciò che c’ è dentro ogni uomo.

Cosa c’ è nel cuore dell’ uomo? Cosa si muove nella nostra anima? Capita che i mercanti prendano possesso del tempio, e che tante cose indegne possano albergare in noi, come carie dell’ anima.

La Chiesa ci dona questo testo per illuminare l’ incompatibilità fra la chiamata a essere «casa del Padre» e l’ esser divenuti «casa di mercato». Il termine greco usato da Giovanni per “mercato” suona emporion, che porta in sé il senso dell’ entrata, del guadagno. Un cuore che è soggiogato dall’ impulso dell’ avidità, rappresentato da venditori e cambiavalori.

AZIONE PROFONDA E SIMBOLICA. Gesù forgia una frusta e caccia tutti fuori. Badare bene: Gesù non ha perso la pazienza, lasciandosi sfuggire il controllo di sé. Questo non quadra con la forte intenzione di questa azione profonda e simbolica da parte di Gesù, che Lui sottolinea, subito dopo, con una profezia straordinaria sulla sua Passione e Risurrezione. Il suo corpo è il tempio che verrà distrutto dagli uomini e che in tre giorni risusciterà. Sarà necessario che lui si lasci demolire perché, dopo la sua Risurrezione, inizi la vita dei figli di Dio; sarà indispensabile la sua passione e morte perché fra l’ impulso del possesso e l’ amore, che è il suo contrario, prevalga lo Spirito di cui gli uomini diverranno tempio. Non saranno conoscenza o buona volontà che ci toglieranno il cuore avido, ansioso, commerciale, ma la purificazione che passa per il corpo sferzato, crocifisso, ucciso e finalmente risuscitato di Cristo.

La Quaresima, tempo di combattimento contro i mercanti interiori, ci invita a impugnare la sferza degli atti di preghiera, di digiuno e di carità fraterna contro il nostro ego centripeto e avido. In forza della risurrezione di Cristo. Per fare esperienza di un cuore libero dai commerci e casa del Padre.



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