Rito romano
Fabio Rosini

III Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) - 21 Gennaio 2018

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CONVERSIONE: CREDERE ALLA BELLEZZA

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Marco 1,14-20
   

Le prime parole di Gesù nel più antico dei Vangeli sono: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

“Il tempo è compiuto” in greco vuol dire: il tempo è gravido, è pieno. I cristiani sanno che il tempo è carico di opere di Dio, niente è banale, tutto è nelle mani del Signore. Dai momenti di consolazione fino alle tribolazioni, tutto è denso di Provvidenza. La vita non è mai una struttura vuota. Mai credere al nulla. Anche la tomba sarà un luogo di partenza e non buio vuoto terminale.

“Il Regno di Dio”, nel greco del testo, “arriva”, si avvicina. È lui l’ attore, non sta fermo ad aspettarci, ci sta venendo a cercare. Questa è una sapienza luminosa, quella per cui so che Dio mi cerca nelle cose, e tutto quel che capita è Dio che mi desidera, che cerca la mia conversione, aspetta che finalmente mi volga verso di Lui. Il Signore va cercando ciò che è suo, ossia il mio cuore. Mille volte troviamo il senso di quel che ci sta accadendo solo quando finalmente accogliamo che Dio ci sta “lavorando”.

“Convertitevi”, alla lettera: “andate oltre la vostra mentalità”. Superate il vostro centro logico. La conversione è una sfida essenziale per il cuore e l’ intelligenza. La conversione non è una realtà occasionale, è una chiamata continua. I nostri cuori e le nostre menti hanno bisogno di essere vivaci e Šflessibili, e non rigidi. È impossibile vivere felici senza conversione, senza la libertà di abbandonare le proprie immobilità e assuefazioni. La vita implica lasciarsi cambiare dalle cose. Certamente ci sono delle cose non negoziabili, ma senza flessibilità e apertura, la vita diventa un bunker da difendere. Non è un complimento se ti dicono che hai il paraocchi…

IL RITMO DELLA VITA. Papa Francesco dice, parafrasando il Vangelo: «Dove sta la tua sintesi, lì sta il tuo cuore» (Evangelii gaudium 143). Tutti noi vediamo il mondo dalla nostra prospettiva, che non è mai definitiva – per quanto ci sembri equilibrata e matura – e corriamo il rischio di avvitarci sulla nostra visione e diventare sclerotici. Lasciarsi cambiare e arricchire costantemente, implicano intelligenza, maturità. Tutta la Chiesa lo deve saper fare – Ecclesia semper reformanda est –, ha sempre bisogno di conversione e crescite, sebbene rimanga la stessa Chiesa. Anche noi abbiamo bisogno di malleabilità e flŠessibilità, pur nella fedeltà alla verità.

Il punto è che la vita ha un ritmo. Entrare in questo ritmo e fare le cose giuste al momento opportuno è l’ arte di campare. Quando Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni sono chiamati da Gesù, lasciano immediatamente le reti, il padre, tutto. È vero che le cose di Dio – come ogni altra cosa – vanno fatte in modo equilibrato. Ma quando è chiaro che il tempo è vicino e Dio sta chiamando, allora non è saggio aspettare un solo secondo.

Questa non è fretta. Questo è il coraggio di credere alla bellezza: «Credete al Vangelo». Sta tutto lì. Credere alla buona novella. Credere al bene. Credere al nostro Battesimo. Credere che Dio voglia bene proprio a noi.



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