Rito romano
Fabio Rosini

II Domenica di Quaresima (Anno B) - 25 Febbraio 2018

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QUARESIMA, INCONTRO AL SEGRETO DELLE COSE

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

Marco 9,2-10
  

La Trasfigurazione è una sapiente pedagogia. Gesù prende tre discepoli, «loro soli». C’ è, quindi, un tema di intimità: come poter crescere nel rapporto con il Signore e nella vita nuova senza “farsi prendere”? Come pensare di vivere qualcosa di Dio senza in qualche modo diventare “suoi”? Certo, deve prenderci e farci salire sul monte. È il tema, tutt’ altro che banale, dell’ ascesi. Farsi strappare dalle cose piccole.

E fare cosa? Per svelare il suo segreto. Marco lo dice con la luminosità del vestito di Gesù, e parla di un bianco che nessun uomo potrebbe produrre. Nessuna opera umana consegnerà questa luce. Questo è un colore che solo Gesù sa regalare al corpo umano. E questo è il segreto di Gesù: ha unito la vita umana alla vita divina. E la strada per questo segreto passa per il dialogo con Mosè ed Elia, gli unici due personaggi che dialogano con Dio sul monte per eccellenza, l’ Oreb. E rappresentano le Scritture: Mosè consegna la Legge ed Elia è il profeta per antonomasia.

In disparte con le Scritture, quindi. A fare cosa?

A scoprire chi è veramente. Ossia? Pietro dice: «È bello per noi essere qui». Non è “moralmente giusto”, non è “intellettualmente vero”, non è volontaristicamente “doveroso”. È bello.

È bello stare con Dio, perché Dio è bello. Davvero?! Ma non era noioso? Non era una questione di forza di volontà? Per Adamo, dopo il peccato, era diventato molesto, e quando sente Dio arrivare, si nasconde, perché non è più gradevole stare con Lui. C’ è diversa gente in giro che la pensa così.

Forse perché abbiamo trasformato la fede cristiana in una vagonata di doveri, in una noia infi¬Čnita di verità astratte, nella freddezza di “valori” che non muoveranno mai un cuore a innamorarsi. Ma il bello, sì, quello muove. Ma bisogna averlo visto.

OCCHI PIENI DI BELLEZZA. Ci sorprendiamo che i giovani scappino dalla Chiesa? Se incontrassero chi scende dal monte con gli occhi pieni di bellezza, felice per quel che ha sperimentato, forse potrebbero avere una mezza idea di avvicinarsi; ma se trovano cristiani abbonati alla coerenza, che vivono di doveri e che sanno di spremuta di volontà in ogni loro atto, cosa dovrebbero venire a fare dalle nostre parti? Forse, se qualcuno non sa parlare di quel che ha visto sul monte, è perché sul monte, a vedere quanto è bello stare con Dio, ad ascoltare le Scritture e sentir esplodere la voce del Padre nella nube, non c’ è proprio mai stato.

Per molti bisogna solo sopravvivere alla Quaresima – e alla sua ascesi – facendo il minimo per mettersi in pace la coscienza, qualche digiunino, qualche elemosinuccia e qualche preghierina con la testa chissà dove.

Per altri si dischiude l’ accesso alla luce, all’ incontro con il segreto delle cose. Per questi ultimi la Quaresima è un regalo, è un’ ascesa verso la bellezza. Digiunare per imparare a mangiare meglio. Pregare per abbracciare il Padre. Praticare l’ elemosina per esprimere tutta la gratitudine che abbiamo nel cuore, perché con noi Dio è generoso in maniera imbarazzante. Perché è bello stare con Dio.



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