Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Parroci che tolgono l'amicizia su Facebook

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Vorrei sapere cosa ne pensate di un parroco (e del suo vice) che predicano l’ insegnamento di Gesù di riportare nel gregge le pecore smarrite e che nella loro quotidianità tolgono l’ amicizia su Facebook ai fedeli che frequentano la loro chiesa ma che non sono nelle “loro grazie” perché non condividono i loro pensieri e modi di agire. Cosa dovrebbero fare i fedeli non sentendosi più accolti/graditi in questa parrocchia?

ANGELO

Facebook permette di restare in contatto e di interagire con tante persone. Può essere anche un valido strumento per la pastorale, mettendo in contatto il parroco con i fedeli. Talvolta, però, è un’ arma a doppio taglio. Ci sono persone che attraverso questo social network esprimono il peggio di sé. Così può capitare che, per non dover rispondere a tono e peggiorare la situazione, alcuni decidano di “togliere l’ amicizia”. Se una scelta di questo genere è fatta da un parroco può essere male interpretata, sembrando l’ allontanamento di una “pecorella smarrita”. Non so, caro Angelo, se nelle scelte dei preti che tu citi ci sia questa motivazione o ce ne siano altre. Rimane comunque la domanda: che cosa fare? Penso che se un prete decide di utilizzare Facebook dovrebbe sempre mantenere uno stile mite e accogliente e non “infiammare” le discussioni. Lo stesso dovrebbe fare ogni cristiano. Per tutti i fedeli, in particolare se ci si è sentiti non accolti o graditi, vale poi la pena di avviare un confronto e un dialogo di persona, faccia a faccia. Sempre in modi civili e garbati.



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