Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Giovedì 1 novembre - Solennità di Tutti i santi

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Lettura del Vangelo secondo Matteo (5,1-12a)

In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
   

Dalla Parola alla vita

«Non devastate né la terra, né il mare, né la piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi». Così ordina, nel libro dell’ Apocalisse, un angelo che porta con sé il marchio che renderà riconoscibili in eterno coloro che appartengono a Dio. I santi che la Chiesa riconosce, esalta e indica all’ adorazione e all’ imitazione dei fratelli hanno questa caratteristica comune: per vie diverse sono giunti ad appartenere definitivamente al Signore. Hanno lottato su numerosi fronti, si sono donati in molteplici campi della testimonianza e della carità e hanno manifestato al mondo la straordinaria ricchezza dell’ amore. Appartengono ora alla dimensione verso la quale siamo tutti incamminati.

Nel Vangelo di Matteo, nel cuore della nuova Legge annunciata da Gesù, apprendiamo che la santità è anzitutto un dono. La gioia che nasce dall’ appartenere a Dio coinvolge infatti uomini e donne molto semplici e comuni: i protagonisti delle beatitudini possiamo essere tutti noi. Nella nostra semplicità, quando è sincera, nei nostri dolori (e chi non ne ha?), nella nostra rinuncia alla violenza e a ogni asprezza, anche quando abbiamo ragione, nel nostro desiderio di giustizia, nel nostro sintonizzarsi con il cuore di Dio e con la sua misericordia. Cercando il bene e la pace potremo anche incontrare l’ incomprensione, ma mai essere abbandonati da Dio.

Commento di Luca Crippa



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