Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Ezio Bosso, grazie per il magnifico dono

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Sono un lettore di Famiglia Cristiana, vecchio medico ospedaliero appassionato anche di musica classica. Ho avuto la fortuna di poter ascoltare in Tv, il 9 giugno, il concerto del musicista Ezio Bosso. Le emozioni profonde che egli ha prodotto con quella musica, quell’ orchestra, con la sua presentazione e interpretazione, e ancor più con la sua alta presenza umana, sono state, per me e credo per molti, di gran lunga le maggiori provate, anche rispetto ad altri concerti, compresi quelli del grandissimo maestro Abbado. Non so se sia proponibile ma glielo chiedo: può trasmettere a Ezio, al maestro, il grandissimo grazie mio e di mia moglie per quel magnifi­co dono?

ERNESTO BONERA

Grazie per questa testimonianza di come la musica possa suscitare emozioni profonde, soprattutto con un artista come Ezio Bosso che mette tutto sé stesso, la sua stessa vita, colpita da gravi problemi neurologici, nel dirigere l’ orchestra. Certamente faremo avere al maestro il vostro ringraziamento, che è quello di tante altre persone.

A Ezio Bosso non piace essere chiamato maestro, come ci ha confidato nell’ intervista pubblicata nel n. 24. «Avevo un complesso per il ricordo di maestri cattivi che a scuola mi picchiavano», ha detto, «quindi la parola maestro mi metteva paura. Sono e resto Ezio... Io per i miei musicisti sono Ezio. Quando Ezio ha la bacchetta in mano è più comodo chiamarlo maestro. Certo, non bisogna esagerare e considerarmi anche un maestro di vita». Ecco, mi pare che Ezio Bosso tocchi il cuore delle persone con la musica anche perché è un uomo umile. In questo, e nella sua dedizione, è un esempio per noi. Non per nulla il succo dell’ intervista è racchiuso nel titolo: «L’ amore per le note mi tiene vivo».



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