Rito romano
Fabio Rosini

Epifania del Signore - 6 Gennaio 2018

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VITA “TAGGATA” DA STELLA E SCRITTURE

Al vedere la stella, [i Magi] provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

Matteo 2,1-12
   

L’ avventura dei Magi è il sentiero dell’ Epifania, ossia della rivelazione di Dio agli estranei, alla gente lontana. È la storia di chi è aiutato a trovare il bersaglio dell’ esistenza, il Re dei re. È il percorso di chi debba arrivare a Gesù Cristo.

Si parte da una stella. Sorge una cosa nel cielo, e i Magi – astrologi sapienti, gente che guardava il cosmo e sapeva tante cose – questa non la conoscono. È comparsa una cosa diversa, bella, attraente, sorprendente. E bisogna decidere su di una intuizione che sorge nel cuore: che la bellezza non capiti a caso dalle nostre parti.

La bellezza è un interrogativo, e i Magi non se la lasciano scappare, la inseguono. Quante volte gli uomini per non perdere la presa di ciò che è bello e valido hanno trovato il Signore!

Cosa vuol dire seguire una stella? I fenomeni cosmici si vedono bene in certi luoghi e male in altri, come le eclissi. Allora i Magi regolano i loro passi per vedere meglio questa cosa bella nel cielo. Cercano di goderne meglio. Vuol dire muoversi secondo splendore, camminare secondo il cielo. Il serpente antico, dice Genesi 3, cammina sul suo ventre; molti camminano sul ventre, sulle passioni, seguendo la terra. Questi uomini camminano secondo il cielo, secondo le cose alte, belle, luminose. E questo sentiero li porta a Gerusalemme. E qui scoprono che la stella non basta, la bellezza non basta. Ciò che l’ uomo può vedere, per quanto bello e luminoso sia, è solo un magnifico inizio. Quel che trovano presso il popolo di Dio, è un’ altra luce. Trovano le Scritture, e in esse, le profezie.

LO STESSO POSTO. Non siamo mai i primi a cercare il centro dell’ esistenza, tanti lo hanno fatto prima di noi. E Dio ha parlato loro, ha lasciato delle indicazioni. Chiamati per mezzo di quel che potevano capire, i Magi ora trovano la storia che Dio ha condotto con il suo popolo. E attingono a questo tesoro. I prossimi passi sono secondo le promesse, secondo le opere fatte con gli uomini e le donne della memoria d’ Israele. E obbedendo alle Scritture c’ è una gioia grandissima: che la stella e le Scritture indicano lo stesso posto. La natura, le Scritture e il cuore sono sintonizzati sul bersaglio. E il bersaglio è una casa dove c’ è una donna con il suo bimbo, la vita che sgorga, ma è una vita peculiare, oggi diremmo “taggata” da stella e Scritture. E riconosciuta dalla gioia grande. È una vita nuova, è un bimbo, e questo bimbo va baciato, adorato. È un regalo. A lui va dato tutto, perché tutto dona, tutto rivela, tutto illumina.

Si merita che apriamo gli scrigni, i nostri possessi e che gli diamo il nostro oro che è la nostra ricchezza; e gli va dato il nostro incenso, che è il nostro onore, il nostro ruolo; e gli si può dare la nostra mirra, l’ unguento per ungere i defunti, ossia le nostre tecniche per rendere profumate le nostre morti, per cascare in piedi pure nei casi peggiori.

Possessi, ruoli, strategie. Sono cose piccole se trovi il Re, gliele puoi dare tranquillamente.

Lui dà molto di più.



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