Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

...E lo spericolato Vasco è amico di don Ciotti

Pubblicità

Caro Direttore, complimenti sinceri per la bella risposta che ha dato al lettore Pier Angelo Donati su Vasco Rossi. Lo ha esaminato in tutti i dettagli, non tralasciando nessuna delle sue caratteristiche spericolate! Sono sacrosante parole, che mi è piaciuto sentire da una persona autorevole come lei! La ringrazio per la sua chiarezza e la spontaneità con cui si è espressa!

CARLA POZZO, - 71 anni

Buongiorno Direttore, sono una vostra abbonata e ho la stessa età del sig. Pier Angelo Donati. Sono cattolica praticante e mi piacciono i testi e la musica delle canzoni di Vasco Rossi, perché esprimono sentimenti veri: come diceva lei, don Rizzolo, sono quasi un’ invocazione, un desiderio d’ innito, esprimono bene la ribellione di chi vede un mondo sopraffatto da potenti e furbi di ogni genere e anela a qualcosa di più profondo. Ecco perché piacciono a tante persone, di ogni età, perché tante persone, giovani e meno giovani, vivono nella vita di tutti i giorni i sentimenti espressi da Vasco. La mia famiglia è abbonata ad Avvenire e nei giorni scorsi ho letto un traletto in prima pagina, dedicato proprio a una delle canzoni che ritengo più signicative: Vivere una favola, per me è bellissima. Certo, non condivido affatto la vita “spericolata” fatta di droghe e quant’ altro e mi dispiace se alcuni dei suoi fan più giovani siano stati indotti a tali pratiche per “fedeltà” al loro beniamino, su questo anche Vasco dovrebbe riĀ‡etterci, visto che ha un glio. Ma devo dire che ho conosciuto tante persone, che nella società sono considerate “dabbene”, ma che per me rappresentano i nuovi farisei! E allora, forse a volte si riesce a dialogare più in profondità con un ateo sincero che con un falso credente. E il dialogo con i “lontani” è una missione della Chiesa.

MONICA BARACCA

Grazie per le vostre parole, che mostrano come Vasco Rossi non solo unisca generazioni diverse, ma abbia effettivamente qualcosa da dire. Davvero, «meglio un ateo sincero che un falso credente». Ne è convinto anche don Luigi Ciotti, che da qualche anno è diventato amico di Vasco, convincendolo a liberarsi dalla catena della droga per lanciare messaggi positivi, basati sul rapporto con le persone, sulla vicinanza a chi è in dif coltà. Ecco cosa disse di lui don Ciotti: «Vasco è un timido. Quando venne da noi, non fu l’ apparizione della rockstar, ma di un uomo che nella sua vita ha attraversato tutta l’ irrequietezza dell’ esistere: sogni, paure, fragilità, errori, idealità. Questo fu quello che passò ai ragazzi, come agli operatori, ai giornalisti. Ma proprio ai giovani, quelli che ce la stavano mettendo tutta per essere fuori dalla droga, la prostituzione, diede la spinta più forte: disse che era possibile voltare pagina. Come era riuscito a fare lui. E lo fece con estrema umiltà: ammettere i propri errori è un grande segno di libertà».



Loading

Pubblicità