Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica che precede il martirio di san Giovanni il precursore

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Lettura dal Vangelo secondo Matteo 10,28-42

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre,la nuora dalla suocera:e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Dalla Parola alla vita

Il titolo di questa domenica ci mette già sull’ avviso che il filo conduttore è legato alla Festa del martirio di san Giovanni Battista, che cade il 29 agosto. Questa ricorrenza è stata scelta come spartiacque per il Lezionario ambrosiano, volendo mettere in evidenza la dimensione testimoniale della fede: il cristiano, con la forza dello Spirito Santo, è chiamato a essere testimone della sua fede, no all’ e€usione del sangue. Giovanni il Battista ne è come il prototipo, il precursore, non solo perché annuncia la venuta del Messia, ma anche perché ne è stato testimone. «Martire» nella lingua greca signi ca testimone, dunque Giovanni è testimone del Signore sia perché ne preannuncia la venuta e ne indica la presenza, sia perché con il dono della sua stessa vita, coronerà la sua esistenza terrena attraverso il martirio. La lettura di questa domenica ci racconta una storia esemplare di martirio nell’ Antico Testamento, legata alla figura del re Antioco IV, che nel II secolo a. C. aveva introdotto i culti del mondo ellenico e per questo aveva scatenato una violenta persecuzione nei confronti di coloro che non erano disposti ad abbandonare la fede dei padri. Il secondo Libro dei Maccabei riporta la morte dell’ ultimo di sette fratelli e infine della madre che, contro le lusinghe del re, non intende tradire la sua fede. Anche il cristiano è chiamato ad essere “martire”, testimone della propria fede, a€rontando con la grazia di Dio ogni diŽcoltà. Scrive san Paolo ai cristiani di Corinto, nell’ epistola di questa domenica: «Siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo».

Anche l’ apostolo Paolo dunque è “martire”, però prima ancora di donare la sua vita, durante la sua esperienza di apostolo; solo più tardi verrà e€ettivamente condannato e ucciso, proprio a Roma. Ma Gesù ricorda a tutti i suoi discepoli, di ieri e di oggi, che la persecuzione farà sempre parte della testimonianza cristiana. Anche oggi infatti, in molti Paesi tanti mettono a rischio la propria vita per testimoniare la propria fede, ma il Signore ci ricorda: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’ anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’ anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri». La paura fa parte dell’ esperienza umana e credo che il Signore non ci chieda di essere eroi senza paura; ci ricorda piuttosto che la paura può essere vinta con una certezza che ci sostiene in ogni diŽcoltà: la nostra vita è preziosa e Dio la custodisce, sempre. Ecco la nostra forza come “martiri” di oggi, testimoni del Signore Gesù.



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