Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 6 Agosto - Trasfigurazione del Signore

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La coincidenza del 6 agosto con la domenica ha fatto sì che oggi venga celebrata la festa della Trasfigurazione e non la liturgia della nona domenica dopo Pentecoste. Questa sostituzione testimonia l’ importanza che la liturgia dà alla Trasfigurazione di Gesù. L’ evento straordinario è ricordato nei tre Vangeli sinottici perché, rileggendolo alla luce della Pentecoste, le prime comunità cristiane e gli evangelisti hanno potuto cogliere il mistero in esso racchiuso e ce lo hanno trasmesso.

1. «Ecco apparvero loro Mosè ed Elia». Nella tradizione religiosa di Israele Mosè rappresenta la Legge, mentre Elia rappresenta il profetismo. I due associati indicano, in qualche modo, tutto il Primo Testamento. La loro presenza accanto a Gesù, sfolgorante dello splendore della grazia, indica che Gesù è il compimento e il senso pieno della Scritture. In Gesù avviene la piena e definitiva rivelazione di Dio nella storia degli uomini. Le prime comunità cristiane hanno trovato nelle Scritture la conferma della messianicità di Gesù: leggendole hanno capito il significato della sua Passione e risurrezione. Basti pensare ai discepoli di Emmaus o all’ apostolo Filippo che legge all’ eunuco etiope il carme del Servo del Signore sacrificato per il bene di tutto il popolo.

2. «Questi è il Figlio mio, l’ amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Questa rivelazione è “l’ investitura” piena del Messia e svela la sua missione. L’ evangelista Luca sottolinea che Mosè ed Elia parlavano con Gesù della sua Passione a Gerusalemme. Nella Trasfigurazione possiamo cogliere il legame profondo tra l’ Incarnazione e la Passione-Pasqua di Gesù.A noi tutto questo rivolge, ancora una volta, la domanda sulla serietà della nostra fede in Gesù e nella sua divino-umanità. Gesù non è solo “Cristo” (Messia so’erente) ma è anche “Signore”, Risorto e Re dell’ universo. Il mistero della persona di Gesù, che un poco la Trasfigurazione anticipa, è il fondamento e il contenuto della nostra fede.

3. «Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo». I tre apostoli testimoni – Pietro, Giacomo e Giovanni – videro Gesù solo, ma poi capirono che a loro rimaneva solo Gesù; solo Gesù e la sua grazia portano la salvezza agli uomini. Anche noi abbiamo solo Gesù e, nella normalità della vita quotidiana, Gesù non ha nulla di trasfigurato. Oggi come si incontra l’ umanità di Gesù? Nell’ Eucaristia e nella Chiesa che da essa nasce ogni giorno: il sangue è il sacrificio di Gesù che salva, l’ acqua, aggiunta nel calice, è la nostra umanità o’erta a Dio in forza della consacrazione battesimale. Il cristiano sa che in lui vive il mistero della Chiesa, Corpo di Gesù che nasce dall’ Eucaristia ed è radunato dal sacerdozio ministeriale che Gesù stesso ha posto a servizio dei battezzati. La vita della Chiesa è la trasfigurazione di Gesù davanti al mondo: dallo splendore della liturgia fino alla pesantezza dei suoi innumerevoli peccati, la Chiesa è la Sposa che, con la lampada luminosa della fede, fa incontrare lo Sposo.



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