Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 4 giugno - Pentecoste

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Lettura del Vangelo secondo Giovanni (14,5-20)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».
  

Dalla Parola alla vita

Con la Pentecoste compiamo la celebrazione della Pasqua. È un giorno straordinario che, con l’ effusione dello Spirito di Gesù, riempie la Chiesa del dono della grazia. Oggi nasce la Chiesa e l’ impossibile diventa possibile. Il Vangelo ci accompagna nella contemplazione di questo mistero che, per essere compreso in profondità, va collocato nel misericordioso disegno di salvezza che si è attuato nel mistero pasquale di Gesù, crocifisso e risorto.

 1. «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito». L’ orizzonte è trinitario: il mistero della nostra salvezza è un’ opera comune del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Quest’ ultimo è chiamato «altro Paraclito»; il termine è greco e significa «avvocato». Di chi? Lo Spirito è l’ Avvocato di Gesù perché, rendendo possibile la fede, lo “difende” dalla nostra incredulità. Gesù, invece, è il nostro “avvocato” perché ci rende giusti con il perdono dei peccati; tuttavia senza lo Spirito Santo non è possibile la fede in Gesù: nessuno può dire «Gesù è il Signore» senza il “suggerimento” dello Spirito.  Noi siamo come Maria: ella ha concepito per opera dello Spirito Santo, allo stesso modo noi diventiamo discepoli e amici di Gesù solo con l’ effusione dello Spirito. Nella consacrazione battesimale si attua la promessa di Gesù: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità».

2. «Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi». Ci viene detto qual è l’ azione dello Spirito Santo in noi: egli è la grazia di Dio e, abitando in noi stabilmente per la Confermazione, rende possibile la fede, la speranza e la carità; la nostra libertà può accogliere e custodire il dono, ma non può né esigerlo, né meritarlo. Il cristiano deve prendere coscienza che «tutto è grazia» perché la sua stessa libertà è animata e fortificata dal lavorìo, continuo e paziente, dello Spirito Santo. Egli è come il vento: si vedono gli effetti della sua azione ma non si sa da dove venga, né dove vada. Così l’ azione dello Spirito la si può conoscere dai frutti: gioia, forza, bontà, perdono, unità, preghiera e mitezza.

3. «Voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi». La vita cristiana è la straordinaria comunione d’ amore con il Padre per mezzo di Gesù e resa già inizialmente possibile in questa vita per opera dello Spirito. Con il sacramento della Cresima si “conferma” il Battesimo e, per grazia, il cristiano vive in comunione con Dio. La Trinità prende stabile dimora nel cuore del cristiano; qui le parole balbettano e lasciano il posto all’ esperienza dell’ intimità divina che si sperimenta nella preghiera e nell’ amore verso Dio e i fratelli. L’ azione dello Spirito Santo sostiene la mia libertà che diventa capace di fede, speranza e carità e, abitando in me, fa in modo che l’ amore sia segno della presenza di Dio. Se farò qualcosa per la felicità degli altri, essi vedranno nel mio gesto l’ amore del Padre.

Commento di don Luigi Galli



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