Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 4 febbraio - Penultima dopo l’ Epifania

Pubblicità

Lettura del Vangelo secondo Luca (7,36-50)

In quel tempo. Uno dei farisei invitò il Signore Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’ aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’ altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’ acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

   
Dalla Parola alla vita

Ci stiamo avvicinando al tempo della Quaresima e il lezionario ambrosiano ci accompagna con la liturgia di quest’ oggi e della prossima domenica, facendoci pregustare il tema del perdono e della misericordia. Oggi dunque celebriamo la domenica “della divina clemenza”.

Il Vangelo ci mostra in modo narrativo che cos’ è la clemenza di Dio, attraverso un episodio molto bello e un po’ provocatorio. Gesù si trova in casa di Simone, un fariseo che lo ha invitato a pranzo e improvvisamente entra in scena, una donna peccatrice che, senza troppe remore, si avvicina a Gesù seduto nello stile dei banchetti di quel tempo, cioè semi-sdraiato e, piangendo, gli lava i piedi con le sue lacrime, li asciuga coi suoi capelli e li cosparge di profumo. Una cosa del genere era sconveniente per molti motivi, soprattutto perché si trattava di una donna considerata impura e Gesù non avrebbe dovuto permettere una cosa del genere, eppure la lascia fare. Il fatto poi che questa donna abbia potuto arrivare fino a Gesù senza troppa difficoltà, ci suggerisce che il banchetto doveva essere un evento quasi pubblico, in cui Simone il fariseo poteva mostrare a tutti quali personaggi di rilievo frequentavano la sua casa.

Simone non è contento di quanto sta accadendo e in cuor suo giudica Gesù per questa sua condiscendenza. Ed ecco che Gesù, racconta una piccola parabola per aiutare il padrone di casa a capire qualcosa di più. I due creditori della parabola, uno con un grande debito e uno con un debito più piccolo, siamo tutti noi, ciascuno con il suo fardello di peccati di cui chiedere perdono. Chi più, chi meno, ma comunque nessuno escluso.

Ed ecco la domanda sorprendente del Signore, dal momento che il debito è stato cancellato a tutti e due: «Chi lo amerà di più?». Ancora una volta ciò che conta non è quanto è grande il peccato, ma quanto è grande l’ amore verso colui che «condona il debito», verso Dio Padre che perdona. Ma la conclusione è ancora più sorprendente: «Colui a cui si perdona poco, ama poco».

Sembra quasi che il Signore sia più contento di perdonare a colui che ha commesso colpe più gravi. Perché? In effetti quando ci parlano dell’ amore di Dio e della sua misericordia, la “divina clemenza”, corriamo il rischio di sentirli come discorsi astratti e lontani. Quando invece facciamo esperienza del perdono, allora è tutt’ altra cosa. “Capire” quanto è grande l’ amore di Dio, è possibile se sperimentiamo un perdono come quello della donna peccatrice, che si sente accolta e non giudicata; se abbiamo sbagliato, anche noi possiamo sentirci perdonati, guardati con amore.

Per prepararci alla Quaresima che inizierà la prossima domenica, lasciamoci allora provocare da questo Vangelo. Se crediamo di non avere nulla da farci perdonare, sarà tutto inutile. Se invece ci sentiamo bisognosi della “divina clemenza”, potremo invocare la misericordia e diventare anche noi misericordiosi, come ci ricorda il profeta Osea nella prima lettura: «Voglio l’ amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti».

Commento di don Marco Bove



Loading

Pubblicità