Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 30 luglio - VIII dopo Pentecoste

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Lettura del Vangelo secondo Matteo (4,18-22)

In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

   
Dalla Parola alla vita

In questo tempo liturgico dopo la Pentecoste ci vengono man mano presentati i doni che rendono bella e affascinante la vita cristiana. Nel Vangelo di questa domenica è richiamato il primo abbozzo della Chiesa. Nell’ evento pasquale abbiamo visto nella croce la grandezza dell’ amore del Padre e, dalla croce, prende corpo, con l’ effusione dello Spirito, la vita della Chiesa nella storia e di questa presenza vive la fede di ogni tempo.

1. «Venite dietro a me». Come sulle rive del mare di Galilea, anche oggi i gesti che fanno esistere la Chiesa sono due: la chiamata e la sequela. Con il Battesimo il credente diventa capace di ascoltare e accogliere la chiamata del Signore. È una chiamata uguale per tutti perché a tutti essa chiede di riconoscere il primato della croce di Gesù; il cuore aperto di Gesù svela al mondo che il senso della vita è il dono di sé. La chiamata di Gesù è personale e decisiva; è solo nel rapporto con lui che può nascere la Chiesa nel cuore dei credenti: non esiste Chiesa senza Gesù e non esiste Gesù senza Chiesa. La chiamata è personale ma la sequela avviene all’ interno dell’ organismo vivente che è la Chiesa. Scopriamo che la chiamata di Gesù è la vocazione, uguale per tutti, ad essere il suo «corpo» nel mondo, cioè a essere Chiesa.

2. «Vi farò pescatori di uomini». L’ immagine è forte, ma anche ambigua. La sua forza sta nel cambiamento radicale che Gesù opera nella vita di questi primi apostoli; il loro destino è segnato dal rapporto nuovo con gli altri uomini. L’ ambiguità dell’ immagine sta nel fatto che gli uomini non sono “pesci che abboccano”. L’ autorità nella Chiesa, che si esprime nel sacerdozio ordinato dei vescovi e dei preti, vive entro questi due estremi: senza l’ autorità non esiste la Chiesa («Vi farò pescatori di uomini»), ma i battezzati non sono “pesci che abboccano” e quindi l’ autorità è solo servizio; nella Chiesa non ci può essere nessuna forma di dominio e di autoritarismo perché in essa esistono sorelle e fratelli e non sudditi, perciò l’ autorità ha la forma del servizio che rende visibile il primato dell’ amore.

3. «Essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono». In tutto il brano colpisce il richiamo all’ istantaneità della decisione; la sequela è un atto di coraggio che esprime un nuovo rapporto esclusivo e totale con il Signore. Non si può non pensare a quando Dio, creando l’ uomo e la donna, istituì tra loro un rapporto sponsale che può nascere solo dal “taglio” deciso e irreversibile dai genitori. L’ immagine sponsale ben si adatta alla Chiesa, che non è un “gruppo” di amici o di sodali ma è una vera famiglia. La Chiesa è solidale con il mondo per il quale dona la propria vita, ma al suo interno è una vera fraternità. Molti credenti, in realtà, fanno una esperienza di Chiesa molto diversa da quella descritta, tuttavia c’ è nell’ aria il desiderio di vivere in verità e pienezza il bel mistero della Chiesa; è la chiamata dello Sposo e del suo Spirito a far sì che la sua Sposa-Chiesa si  risvegli nel cuore dei battezzati.

Commento di don Luigi Galli



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