Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 27 novembre - III di Avvento

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Lettura del Vangelo secondo Matteo (11,2-15)

In quel tempo Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’ Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».


Dalla Parola alla vita


Il titolo di questa domenica, «le profezie adempiute», dice bene il senso delle letture e del Vangelo. È riportata la domanda dei discepoli di Giovanni Battista: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».  La risposta di Gesù offre la sua testimonianza su Giovanni e, di conseguenza, sul discepolo del regno. 

1. «Sei tu colui che deve venire?».
L’ Avvento, tempo dell’ attesa, è possibile solo se c’ è uno che viene e un altro tanto felice di questo arrivo da alimentare il desiderio e l’ attesa. Allora diventa per noi impellente la domanda: che cosa o chi stiamo aspettando? Tutti aspettano qualcosa o qualcuno; da ciò o da chi aspetti si può capire chi sei e cosa ti sta veramente a cuore. Il cristiano cosa sta aspettando? Bisogna essere sinceri nel darsi una risposta; se mi aspetto di guadagnare di più per fare una vita più comoda, io sono ben poca cosa; se aspetto fama, gloria e fortuna per me, sono ancora meno. Se aspetti di incontrare Gesù vuol dire che desideri diventare come lui e sei  a un passo dal regno.

2. «Andate e riferite ciò che udite e vedete»
. La vita di Gesù è inimitabile nella sua grandezza e noi ci sentiamo piccoli di fronte a lui che ci chiede di essere perfetti… come il Padre. Non si pone la lucerna sotto il tavolo ma la si mette al centro della casa perché tutti abbiano la luce (Matteo 5,15): queste parole di Gesù invitano i cristiani a prendersi cura della fede per farla risplendere nei comportamenti quotidiani. Bisogna fuggire da ogni astrattezza: la vita cristiana è prima di tutto… vita. Sembra ovvio, ma forse non lo è: se il cristiano è ancora considerato portatore di uno stile rinunciatario e pesante fino alla noia, vuol dire che qualcosa ancora non funziona. «Udire» e «vedere» sono i verbi della fede: Dio nessuno l’ ha mai visto, ma il volto di Gesù è riflesso nel modo di vivere della Chiesa. L’ agire della Chiesa dovrebbe avere come suo scopo esclusivo quello di far sentire e far vedere come si vive una vita bella.

3. «Il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di Giovanni». Questa frase di Gesù è un paradosso: nessuno tra gli uomini è più grande di Giovanni Battista, ma il più piccolo nel regno è più grande di lui. In questo paradosso è racchiuso il mistero della vita nuova annunciata dal cristianesimo. La sequela di Gesù rovescia la prospettiva: ciò che è grande appare piccolo e ciò che è piccolo appare grande. Questo cambiamento è operato dallo Spirito Santo, che fa vedere le cose dal punto di vista di Dio: Dio vede piccole le cose che per gli uomini sono grandi e vede grandi le cose che per gli uomini valgono di meno. La parola del Vangelo sovverte i criteri di giudizio: la valutazione di ciò che è buono e desiderabile è racchiusa nelle Beatitudini. L’ Avvento propone di guardare alla vita con questa prospettiva rovesciata: ti aspetti di vedere l’ onnipotenza di Dio e avrai davanti a te un bambino che dorme tra un asino e un bue… Nel piccolo trovi il grande e nel grande rischi di trovare violenza e superbia.

Commento di don Luigi Galli



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