Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 24 dicembre - Domenica prenatalizia

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Lettura del Vangelo secondo Matteo (1,1-16)

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

   
Dalla Parola alla vita

Questa domenica è un po’ speciale, perché cade alla vigilia del Natale e ci fa entrare nel mistero della nascita del Signore attraverso una pagina di Vangelo poco letta e forse anche poco conosciuta. Si tratta dell’ inizio del Vangelo di Matteo, in cui viene riportata una genealogia, cioè un lungo elenco di nomi di persone che sono gli antenati di colui di cui si vuole indicare l’ origine. Stiamo parlando degli antenati di Gesù e la domanda implicita a cui Matteo vuole rispondere, per raccontarlo ai suoi lettori, è molto semplice: da dove viene Gesù? Quali sono le sue origini? Non è una domanda banale, tutt’ altro, anche perché proprio su questa questione si erano messi a discutere i suoi concittadini e successivamente tutti coloro che avevano visto in lui non un inviato di Dio, ma un pericolo, addirittura un bestemmiatore perché si era dichiarato Figlio di Dio. Dunque di chi è figlio colui che oggi nasce in mezzo a noi: di Maria di Nazaret, la sposa di Giuseppe? È Figlio di Dio? Da dove viene questo bambino che fin da subito appare come diverso da tutti gli altri bambini che vengono al mondo, anche se è esattamente come uno di loro?

L’ evangelista Matteo cerca dunque di rispondere attraverso questo lungo elenco di nomi, molti dei quali sono per noi quasi sconosciuti, ma da cui ricaviamo alcune indicazioni preziose: anzitutto il suo elenco comincia definendo Gesù figlio di Davide, dunque di stirpe regale. Come avevano annunciato le antiche profezie, dunque, colui che nasce è il nuovo re di Israele, come si leggerà sulla croce, motivo della sua condanna. Ma prima ancora c’ è Abramo, nostro padre nella fede, in lui ha inizio la storia della salvezza. Se poi guardiamo bene i nomi di questa genealogia, vediamo che ci sono anche personaggi che non appartengono al popolo di Israele, sono cioè stranieri, come Rut la moabita; ci sono i nomi di quelli che non sono certo stati fedeli all’ alleanza, ma se ne sono allontanati, come Davide che fece uccidere Uria per sposarne la moglie.

In effetti la storia della salvezza passa attraverso le infedeltà e il peccato, ma tutti, stranieri o no, trovano il loro posto, hanno un compito importante. Arriviamo così a Giuseppe, «lo sposo di Maria» ci ricorda il Vangelo, «dalla quale è nato Gesù, ch iamato Cristo». Anche il punto di arrivo è un po’ sorprendente: infatti si dice che Giuseppe è solamente lo sposo di Maria, ma la lunga catena della generazione si ferma a Giuseppe, non si dice affatto che ha generato Gesù. Poco più avanti l’ evangelista ci riporta le parole che l’ angelo rivolge a Giuseppe: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo».

Ecco allora il mistero che celebriamo nel Natale del Signore: la salvezza viene da Dio, sempre, al di là del nostro peccato e della nostra estraneità; ben oltre ciò che riusciamo a comprendere o a progettare con le nostre sole forze, è sempre lo Spirito Santo che ci dona la presenza di Dio nella nostra vita.

Commento di don Marco Bove



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