Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 23 ottobre - I dopo la Dedicazione del Duomo di Milano

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Lettura del Vangelo secondo Matteo (28,16-20)

In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».


Dalla Parola alla vita

Il brano di oggi presenta l’ epilogo del Vangelo di Matteo: Gesù risorto appare ai suoi discepoli tremanti e dubbiosi e li invia in tutto il mondo per una missione che a loro deve essere apparsa folle e impossibile.

1. «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». In pochissime parole è contenuto l’ unico fondamento della fede, speranza e carità. Il cristiano vive di questa promessa di Gesù; se provassimo a immaginare che questa promessa di Gesù venga meno, di colpo vedremmo crollare la nostra fede e il cristianesimo non avrebbe più senso. Possiamo constatare ogni giorno come la fede si affievolisce fino a morire, quando non c’ è la personale esperienza dell’ incontro con Gesù. Dovremmo chiederci se siamo davvero convinti che la fede nasce e vive di questa presenza viva di Gesù nella nostra vita. Dovremmo poter dire con verità: «Signore, se anche restassi l’ unico cristiano della terra, io continuerei a credere in te perché ti conosco e ti ho incontrato». La sproporzione evidente tra questo piccolo gruppo di apostoli tremolanti su una sconosciuta montagna dell’ ancor più sconosciuta Galilea e la missione mondiale che veniva loro affidata poteva essere superata solo dall’ incontro con Gesù risorto. La nostra situazione non è diversa; questa consapevolezza sta gradualmente trasformando il modo di vivere la fede; siamo tutti “costretti” a passare da una fede di tradizione a una fede di convinzione.

2. «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra». Gli apostoli, che avevano camminato con Gesù in Galilea e che l’ hanno visto morto in croce e deposto in un sepolcro, ora lo vedono non più solo come amico e compagno, ma come Signore dell’ universo. La loro fiducia in lui provoca una lenta trasformazione che li prepara ad accogliere l’ effusione dello Spirito di Gesù. Sono chiamati a riconoscere in colui che hanno conosciuto come Gesù di Nazaret il Signore, il Messia atteso dalle genti e colui che è vivo per sempre e che si fa garante che questa vita eterna non riguarda solo lui ma è donata a tutti gli uomini. A questo manipolo di uomini dubitosi è affidato il compito di portare il Vangelo in ogni angolo della terra. La missione di ogni cristiano e quindi di tutta la Chiesa non è cambiata da allora. Gesù è il nostro Signore, il solo che può donare la salvezza, cioè il modo per uscire vivi dalla vita mortale.

3. «Fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». In poche parole è contenuto il mistero di Dio e dell’ uomo. A Mosè inviato al faraone Dio non rivela il suo nome; Gesù rivela il nome di Dio a coloro che manda in missione. La lunga storia della rivelazione biblica si compie, ora appare la Trinità: Dio Padre origine di tutto e di tutti, il Figlio offerto sulla croce per dire l’ amore di cui il Padre è capace, e lo Spirito che rende possibile la fede e con essa la salvezza. Questa storia si compie ogni volta nella consacrazione battesimale; per essa il battezzato diventa annunciatore del Vangelo che salva.

Commento di don Luigi Galli



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