Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 20 novembre - II di Avvento

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Lettura del Vangelo secondo Luca (3,1-18)

Nell’ anno quindicesimo dell’ impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’ Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’ Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’ è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».
Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.


Dalla Parola alla vita

La predicazione del Battista prepara la venuta del Messia. Vale la pena di notare la precisione delle indicazioni storiche. Lo scopo non è tanto offrire un’ indicazione cronologica, ma teologica: è iniziato il tempo nuovo e decisivo. Iniziatore e protagonista di tutta la storia della salvezza è la parola di Dio, cioè Dio stesso: «La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto». Anche per noi la Parola “avviene” nel momento in cui viene proclamata. In questo Avvento, Dio entra nella storia personale di ciascuno e in quella sociale della Chiesa e del mondo.

1. «Giovanni evangelizzava il popolo». Il finale del brano di Vangelo va posto all’ inizio e ci chiediamo: oggi da chi e come è annunciato il Vangelo? Il nome dato a questa seconda domenica di Avvento, «i figli del Regno», ci aiuta nella risposta: il Vangelo è annunciato da coloro che presentano frutti di conversione. L’ evidenza storica della fede è la vita della Chiesa. Questo criterio, spesso disatteso nella pratica pastorale, è molto importante, perché ci dice che non è con i discorsi astratti, ma con la quotidianità dei comportamenti fraterni che si può incontrare la parola di Dio; essa si rende visibile nella vita quotidiana delle nostre comunità. I cristiani, come le vergini sagge, «vegliano» nel nostro mondo tenendo accesa la lampada del Vangelo vissuto: nel buio basta una piccola luce per indicare la strada. La predicazione di Giovanni Battista ce ne dà un saggio.

2. «Che cosa dobbiamo fare?». È una richiesta corale quella che viene fatta al Battista; è interessante notare che sono coinvolte svariate categorie di persone, che vanno dal più grande al più piccolo: folla, esattori delle tasse, militari. La risposta è significativa e inaspettata. Giovanni Battista dice una cosa molto semplice: «Amate la giustizia dando a tutti la possibilità di fare una vita dignitosa e fate con onestà il vostro lavoro». Sembra poco, ma è molto: perché in questo modo ci si prepara ad accogliere il Messia; la nostra libertà non può meritare l’ invio del Messia, che è mandato a noi dalla pura benevolenza del Padre. La nostra libertà è chiamata in causa perché dobbiamo essere attenti e pronti ad accogliere il Messia quando ci passa accanto.

3. «Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco»
.  Essere giusti e onesti non basta: questo apre la porta al Vangelo di Gesù. La bella notizia è questa: è giunto il tempo in cui Dio, con l’ invio del Figlio, ha deciso di svelare il suo segreto tenuto nascosto fin dalla fondazione del mondo. Dio è amico degli uomini e, nel Figlio, si fa uomo lui stesso per rendere nota a tutti la sua decisione di far entrare ogni uomo che lo accoglie in una totale familiarità con lui, al punto di poter essere realmente suo figlio adottivo. Stiamo vivendo l’ Avvento di Gesù e dobbiamo chiedere al suo Spirito che riempia della sua grazia la nostra mente e il nostro cuore per capire e accogliere il mistero della nostra chiamata a essere figli di Dio; a noi è chiesto di essere vigilanti per poter accogliere questa sorprendente novità.

Commento di don Luigi Galli



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