Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 17 dicembre - VI di Avvento

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Lettura del Vangelo secondo Luca (1,26-38a)

In quel tempo. L’ angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’ angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’ Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’ angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’ angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’ Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’ essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

    
Dalla Parola alla vita

Siamo a un passo dal Natale e in questa domenica è Maria che ci prende per mano, per condurci all’ incontro con Gesù. È lei che ci insegna ad accogliere suo figlio, come lei stessa ha fatto. Ma non è stato facile, per nulla scontato. L’ evangelista Luca ci racconta come anche Maria ha vissuto la sua attesa e ha imparato a “fare spazio”, nel suo grembo e nella sua vita, a questo figlio davvero speciale.

L’ angelo Gabriele invita Maria a rallegrarsi, ma la sua reazione è esattamente contraria: «Ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo». Maria è sorpresa e non capisce ciò che sta accadendo, è spaventata eppure le sta accadendo la cosa più importante della sua vita e di tutta la storia. Ma se ci pensiamo bene, anche a noi accade qualcosa di simile, quando non capiamo il senso di ciò che ci sta capitando e siamo preoccupati; addirittura, se le cose non vanno come avevamo previsto, diciamo che va tutto male.

L’ angelo però rassicura Maria, l’ aiuta a riconoscere l’ azione di Dio nella sua vita, i segni della sua grazia; quel saluto («Il Signore è con te») non è un semplice augurio ma una promessa, una realtà. Eppure Maria ancora si interroga, quel figlio di cui l’ angelo parla le sembra impossibile, lontanissimo. Ha bisogno di capire, come facciamo anche noi, chiede spiegazioni, come avremmo fatto tutti noi: «Come avverrà questo...?».

In effetti Maria era solo promessa sposa, cioè come avveniva a quel tempo, le famiglie di Giuseppe e di Maria si erano accordate, molto probabilmente quando i due erano ancora bambini, per un futuro matrimonio, ma ancora si trovavano entrambi nella casa paterna. Dunque Maria ha perfettamente ragione, perché è una giovane donna molto concreta. È a questo punto che l’ angelo Gabriele l’ aiuta a intravedere qualcosa della potenza di Dio, rivelandole ciò che è accaduto a sua cugina Elisabetta, perché «nulla è impossibile a Dio». Questa conclusione dell’ angelo fa molto bene anche a noi, perché spesso misuriamo ogni cosa solo con il metro umano delle nostre possibilità, e ciò che a noi non è possibile, diciamo che è impossibile, ma non è così. Dio realizza le sue promesse ben oltre la nostra misura e le nostre aspettative, così che dobbiamo imparare a dire ogni volta: Dio è più grande di me e può compiere ciò che a me non è possibile.

È per questo che Maria alla fine si fida e risponde: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Attenzione però: Maria risponde così non perché ha capito ogni cosa, anzi, molte cose le capirà trent’ anni dopo, sotto la croce. Maria risponde così perché ha capito che è Dio che sta entrando nella sua vita e per questo si può affidare senza riserve. Ha capito l’ unica cosa che conta: Dio agisce sempre per il bene, la sua volontà nella nostra vita, anche quando molte cose ci sfuggono, è sempre volontà d’ amore e di misericordia. Questo è il Natale del Signore, nella fiducia Dio nasce nelle nostre case e nella nostra vita. E tu ti fidi?

Commento di don Marco Bove



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