Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 13 novembre - I di Avvento

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Lettura del Vangelo secondo Matteo (24,1-31)

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Egli disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità io vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta».
Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo».
Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo è solo l’ inizio dei dolori.
Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’ iniquità, si raffredderà l’ amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data la testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine.
Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’ abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele – chi legge, comprenda –, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
Pregate che la vostra fuga non accada d’ inverno o di sabato.
Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’ inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati.
Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ ho predetto.
Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’ uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi.
Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’ uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’ uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’ altro dei cieli».


Dalla Parola alla vita

Prende avvio il nuovo anno liturgico e in questa prima domenica di Avvento viene richiamata la nostra attenzione sul tempo dell’ attesa. I discepoli chiedono a Gesù: «Quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?». Gesù risponde in modo prudente, dando indicazioni generali e invitando a un attento discernimento degli eventi. I testi apocalittici usano un linguaggio complesso e vanno trattati con particolare attenzione, senza lasciarsi spaventare delle immagini usate. Nel nostro commento, perciò, ci soffermeremo solo su alcuni punti più chiari.

1. «Si raffredderà l’ amore di molti». Matteo riporta l’ esperienza della prima comunità cristiana che, dopo gli entusiasmi suscitati dalla conversione e dal Battesimo, vive momenti di affievolimento di fronte alle fatiche della quotidianità e delle persecuzioni. Anche le nostre comunità possono avere momenti di sfiducia e di rilassamento morale. Gesù, di fronte allo scorrere del tempo, invita alla perseveranza. I tempi della salvezza sembrano interminabili; la fede è in scacco davanti a problemi nuovi, di cui non riesce ancora a trovare una soluzione; i peccati dei credenti fanno vacillare la fiducia nella Chiesa; la notte è avanzata e lo Sposo non arriva. Gesù ci dice di comportarci come le vergini sagge, resistendo nel tempo e fidandosi delle sue promesse.

2. «Sorgeranno falsi profeti e inganneranno molti». La Chiesa, nella sua storia, ha sempre conosciuto la presenza di falsi profeti. Ce ne sono anche oggi: come facciamo a riconoscerli? La caratteristica dei falsi profeti è la superbia e l’ idolatria; dicono «Sono io il tuo cristo!» e spadroneggiano sulla coscienza dei fratelli. L’ inganno nasce quando si presenta il tempo del giudizio come imminente: non si lascia il giudizio a Dio, ma si pretende di poter giudicare la fede dei fratelli, offendendo la carità. Gesù ci ha lasciato un criterio chiaro e certo per riconoscere i profeti falsi da quelli veri: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Giovanni 13,35). Oggi i falsi profeti sono coloro che non portano la speranza; perdere la speranza significa pensare che Dio non sia fedele alla sua promessa di offrire a tutti e sempre la possibilità della salvezza.

3. «Comparirà in cielo il segno del Figlio dell’ uomo». Apparirà il Messia come colui che salva; nel giorno del Signore sarà evidente per tutta la creazione ciò che ora è ancora nascosto. I credenti sanno che il Signore è sempre con loro, nei segni della Chiesa e nella carità fraterna, ma la salvezza è un piccolo seme che ha la certa speranza di crescere. Nell’ attesa del giudizio finale, quando il Risorto porrà fine alla prima parte della storia degli uomini, il compito dei credenti è quello di stare saldi nella buona battaglia della fede. Questo è l’ invito che la liturgia ci offre all’ inizio del Avvento: ci viene ricordato che il prossimo Natale di Gesù rafforza la resistenza dell’ attesa della sua venuta nella potenza e nella gloria.

Commento di don Luigi Galli




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