Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 11 giugno - Santissima Trinità

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Lettura del Vangelo secondo Giovanni (16,12-15)

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

  
Dalla Parola alla vita

La solennità della Trinità santissima, cioè l’ unità che lega il Padre, il Figlio e lo Spirito, non è un “mistero in più” rispetto a ciò che la liturgia celebra. Ogni liturgia eucaristica infatti è celebrata come una festa della Trinità. Rileggendo il Vangelo capiremo che il senso di questa festa sta nella gioia e nella meraviglia di aver accolto a Pentecoste la «verità tutta intera».

 1. «Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità». Con la Pentecoste la Chiesa “sa” cosa Dio vuole da lei e qual è la sua missione nel mondo. Questa certezza della fede si compie nella speranza e nella carità; per questo la gioia diventa ringraziamento. Fare festa alla Trinità significa, prima di tutto, ringraziare per aver visto, dal Natale alla Pentecoste, le azioni che nascono del cuore amoroso di Dio. È la gioia che nasce dalla verità, dal  contemplare la verità dell’ intera rivelazione divina. «Tutta la verità» consiste nel rileggere, per dono dello Spirito, la storia di Gesù come rivelazione dell’ essere stesso di Dio che si manifesta, nelle azioni fatte a nostro favore, come Trinità di persone. Nella storia di Gesù c’ è tutta la verità di Dio che nella Pentecoste è apparsa chiara.

2. «Lo Spirito mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Lo Spirito Santo è “il segreto” della vita divina: Dio, Trinità di persone, non è una pluralità di dèi, ma è unità d’ amore: dove c’ è lo Spirito, c’ è anche il Padre e il Figlio: il “legame” (lo Spirito) porta con se i “legati” (il Padre e Gesù).  È necessario tener presente che la «gloria» che lo Spirito offre a Gesù è la divinizzazione dell’ uomo attraverso il dono della grazia. Lo Spirito, “legame” della Trinità, è inviato da Gesù perché noi possiamo vivere il “legame” con Dio. La gloria di Gesù si realizza in ciascuno di noi quando, nel Battesimo, partecipiamo realmente ai frutti della redenzione. Questa è l’ opera dello Spirito Santo che prende da Gesù la figliolanza divina e la consegna a noi che diventiamo figli adottivi di Dio: è la gioia incontenibile della vita cristiana.

3. «Tutto quello che il Padre possiede è mio».  Per opera dello Spirito ora abbiamo davanti a noi il “quadro” della verità tutta intera: dalla creazione all’ incarnazione veniamo a sapere che Dio è Trinità d’ amore e che questo viene donato a noi. Gesù, uomo come noi e Dio come il Padre, prende tutto dal Padre e, con l’ effusione dello Spirito di santità, lo dona a noi. Tre operazioni di salvezza ci hanno svelato le tre Persone che operano: tutto è nelle mani del Padre creatore, la vita del Padre si consegna al Figlio generato dall’ eternità, l’ Amore che lega il Padre al Figlio e il Figlio al Padre viene mandato ad abitare nel cuore degli uomini perché «conoscano la verità»; ora sappiamo da dove veniamo e dove andremo. La nostra vita di battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è nelle mani forti e amorose del Padre che ci accoglie insieme a Gesù, di cui portiamo l’ immagine, e ci riempie di speranza perché, nella carità dello Spirito, cominciamo già da ora a vivere d’ amore.

Commento di don Luigi Galli



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