Rito ambrosiano
Don Luigi Galli

Domenica 11 dicembre - V di Avvento

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Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.15-18)


In quel tempo. Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Giovanni proclama:
«Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.


Dalla Parola alla vita

Il Vangelo della liturgia di oggi, tratto dal potente prologo di Giovanni, ci aiuta a fare un passo decisivo verso la celebrazione della memoria del Natale di Gesù. È spiegata la forza straordinaria della salvezza che, attraverso Gesù, viene donata gratuitamente a noi dal Padre.

1. «Venne un uomo mandato da Dio». Giovanni è il Precursore; egli indica l’ avvento di una rivelazione sorprendente: il nostro Salvatore appare nelle pieghe povere della storia degli uomini  come luce che splende nelle tenebre. In realtà è una piccola luce, come un’ alba che, per essere vista, ha bisogno di qualcuno che ci svegli dal sonno e ce la indichi. Il Precursore Giovanni ha indicato l’ alba a un’ umanità assonnata e distratta. La nostra condizione oggi non è diversa: abbiamo le nostre tenebre e siamo immersi nei nostri sonni. Chi è il Precursore per il prossimo Natale? Ognuno deve trovarlo e ascoltarlo, rientrando in se stesso e chiedendosi qual  è il suo modo per “star sveglio” nell’ attesa del Signore.

2. «La Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità per mezzo di Gesù». In sintesi l’ evangelista Giovanni spiega il contenuto di ciò che il Battista annunciava sulle rive del Giordano. Sappiamo così che l’ alba nuova che sta sorgendo all’ orizzonte non è come tutte le altre, perché un nuovo sole appare a Oriente. La luce che è Gesù compie e, compiendo, supera tutte le luci che lo hanno preceduto. Non capiremo mai abbastanza la forza sorprendente di questo annuncio: Dio si sta manifestando in pienezza e questa pienezza, già adombrata nella Legge, si rivela ora nella grazia, cioè nel suo amore incondizionato per l’ uomo. È come se ci dicesse: «Non chiederti più quello che devi fare per ubbidire a me, ma volgi lo sguardo e il cuore verso ciò che io faccio per te». Fino al Precursore l’ uomo doveva “salire” verso Dio, osservando la Legge; l’ alba nuova svela che il Padre “scende” verso l’ uomo e mostra il proprio volto nel volto umano di Gesù.  Cambia tutto. È l’ inizio dei tempi futuri; ci è dato di partecipare alla vita intima di Dio, perché la grazia è il suo stesso amore scritto non sulle tavole della Legge, ma nel nostro cuore.

3. «Dio, nessuno lo ha mai visto, il Figlio... lo ha rivelato»
. Appare colui che è, finalmente, la notizia, adombrata dalla Legge e attesa da sempre dall’ umanità. Questa notizia è bella e noi la chiamiamo Vangelo. Sorprende come ancora si fatichi  a capire che il cristianesimo è una “bella notizia”, prima di essere una “regola” da seguire. Gesù rende manifeste le intenzioni del Padre verso gli uomini: Dio è amore e chi ama conosce Dio e può fare esperienza di lui. Dio ama uscendo da sé e venendo, in Gesù, verso di noi; ora tocca a noi uscire da noi stessi accogliendo con gioia la “bella notizia”. Sembrerebbe la cosa più semplice, ma così non è, perché la notizia è talmente bella e nuova da sembrare lontana. Per accogliere il vero Natale dobbiamo prestare l’ ascolto del cuore a ciò che abbiamo sentito tante volte e che non abbiamo ancora capito: Dio ci vuol bene ed è totalmente dalla nostra parte.

Commento di don Luigi Galli



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